Calcio Lecco. Di Nunno, aperta un’indagine sulle frasi choc

Marcia indietro del patron Di Nunno, dopo le incaute affermazioni sul presunto possibile rischio di combine da parte dei tesserati del Lecco. «Spero che mettano il telefono sotto controllo a tutti» era arrivato a dire il proprietario della società bluceleste, ricevendo in tutta risposta un durissimo comunicato da parte dei calciatori e tecnici. “Frasi diffamatorie, nessuno deve mettere in dubbio la nostra lealtà”, la loro posizione.

Una questione diventata ben presto un caso nazionale. Intervistato da Radio Capital, il numero uno bluceleste si è rimangiato quanto detto. È stato un momento di nervosismo, dovete capirmi – ha spiegato Di Nunno – sono giorni critici, in cui nessuno sa cosa pensare e pensa anche alle cose più assurde”. “Nemmeno io sono d’accordo con quello che ho detto – rimarca il patron - altrimenti li avrei cacciati via tutti”.

Dichiarazioni distensive dunque, salvo poi durante la stessa intervista prendersela col proprio allenatore. “Aglietti arrabbiato per le mie frasi? Può dire quello che vuole, se se ne va mi fa un favore, così non lo pago”, le parole di Di Nunno.

Dunque caso chiuso? Tutt’altro, almeno per la Procura Federale. A breve il proprietario del Lecco sarà convocato per chiarire le sue affermazioni in merito al rischio combine. Sulla questione il procuratore Chinè ha deciso di aprire un’indagine. Ma i guai potrebbero non essere finiti per il numero uno bluceleste. Anche la Giustizia ordinaria potrebbe aprire un fascicolo sulla vicenda, essendo la frode sportiva un reato.

Calcio Lecco, Di Nunno: aperta una indagine sulle frasi choc.

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