Suoni insoliti e film
I giovani di Armonia
star di AmbriaJazz

Piateda Cinque musicisti under 30 della nostra provincia si sono esibiti sotto la guida di Federico Calcagno Una sperimentazione pura, senza struttura melodica

Suoni insoliti e film I giovani di Armonia star di AmbriaJazz
Il sestetto Ensemble Armonia a Piateda Alta
(Foto di foto Marina Magri)

I giovani conquistano il pubblico, nel secondo appuntamento di AmbriaJazz a Piateda Alta.

Sul bel prato adiacente alla chiesa di Sant’Antonio Abate, cinque musicisti under 30 della provincia sotto la guida di Federico Calcagno, clarinettista classe 1995 ma già affermato a livello internazionale, danno vita ad un concerto non facile, comunque apprezzato dagli spettatori accorsi in un tardo pomeriggio soleggiato.

Le voci di Rogantini e Di Capita

L’ensemble denominato Armonia (che è il concetto-guida di questa edizione 2022) rinuncia ad ogni struttura melodica in favore di una ricerca sonora che si nutre di tante componenti e, appunto, trova la sua armonia nel gruppo.

È musica impervia all’ascolto, potrebbe essere la colonna sonora di uno spettacolo teatrale o di un film, tanti sono i riferimenti, non solo musicali, da Pasolini a Fellini.

Le voci di Clelia Di Capita e Natalia Rogantini si inseguono, tracciano traiettorie tra sussurri e grida, sembrano a volta gabbiani impazziti nel vento, mentre intorno a loro rumoreggiano i vari strumenti, le tastiere e la fisarmonica di Mirco Franchetti, le chitarre di Federico Scali, la batteria e il vibrafono di Stefano Grasso. E’ musica espressa da un collettivo che in pochi giorni ha trovato un affiatamento notevole intorno ad una sperimentazione pura, portata avanti con coraggio.

E comunque il pubblico recepisce, punteggia di applausi l’esibizione che si sviluppa quasi come una suite in più movimenti. Si parte con “Il tuo orecchio rinasce come un fiore”, composizione che, come spiega il suo stesso autore, Stefano Grasso, “è nata come risposta ad ogni tipo di violenza, purtroppo dominante in questi giorni”, poi ci sono due lavori dello stesso Calcagno, “Untitled” e “Liberation” che alterna clarinetto e clarinetto basso “costruendo” il suono per segmenti.

Un solo di chitarra di Scali introduce reminescenze zappiane, poi è interessante come ad un certo punto i differenti percorsi atonali trovino un punto di incontro in un ritmo quasi tribale, coronato dalle due voci femminili che sembrano quelle di animali selvaggi nella giungla. Il conclusivo “Rhino’s Milk”, sempre di Calcagno, è ispirato al film “E la nave va” di Federico Fellini e Rogantini recita le parole finali del narratore sulle qualità lattifere dell’aggressivo animale.

Venerdì a Polaggia di Berbenno

Coraggio e determinazione sono la cifra dominante di questo concerto che si conclude tra applausi scroscianti e la richiesta di un bis.

Dopo alcuni giorni di pausa, il festival riprenderà venerdì prossimo a Polaggia di Berbenno nella caratteristica piazzetta del Funtanèe (ore 21, teatrino della scuola in caso di pioggia) dove sarà di scena un altro progetto stimolante: i quattro sax baritoni di “Barionda” guidati da Helga Plankensteiner con la batteria di Mauro Beggio.

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