“Snob”, Paolo Conte

canta e incanta

Partito da Legnano il tour internazionale. Due ore di suggestioni intense

“Snob”, Paolo Conte canta e incanta
Paolo Conte al pianoforte

«Gran bel concerto, Paolo». «Davvero? Mah, grazie». Si schermisce, il maestro Paolo Conte, dopo due ore dense di immagini e suggestioni. Il rito dei saluti, gli abbracci in camerino. C’è sua moglie Egle a seguirlo, dolce e deliziosa come sempre. E lui premuroso, attento alla consorte di una vita.

Il nuovo tour internazionale parte da Legnano, da quella provincia che lo chansonnier di Asti ama e vive dall’alto dei suoi 77 anni e di una carriera quarantennale, ma senza esserne un cantore: «Mi va bene considerarmi cittadino del mondo – racconta - però nella provincia ci sono insegnamenti, è più leggibile e sagomata per chi sa scrivere, la città sfugge».

I cittadini, loro, lo adorano. Lo aspettano a Parigi come ad Amsterdam, a Vienna come a Monaco. Ovunque enormi teatri pieni, un pubblico colto e appassionato che lo ama senza isterismi e senza smartphone a scattare impazziti. Che bello, ascoltare finalmente due ore di musica in una platea buia, senza luci degli schermi che ormai invadono ogni concerto. Con lui, con il suo pubblico, no; giusto qualche raro, rarissimo, scatto discreto.

Spettacolo perfetto, regia teatrale di gran gusto per valorizzare anche visivamente i dieci musicisti, affezionati compagni di viaggio del cantautore. Virtuosi, uno meglio dell’altro, con la voce roca di Conte che domina senza mai prevaricare. Perché la musica, la grande musica, è sempre al centro della scena quando sul palco c’è l’avvocato di Asti.

Tra una verde milonga e una giornata al mare fanno capolino le canzoni di Snob, l’album appena uscito. Sedici brani, godibilissimi. Un disco dove torna l’amato Sudamerica con gli emigranti d’argentina, dove si gigioneggia con atmosfere Tropical, dove si ironizza sugli Snob, titolo di un album perfetto per essere apprezzato anche dal pubblico internazionale: «Ci sono tre tipi di persone non ordinarie che si somigliano - dice Paolo Conte - L’intellettuale, lo snob e il dandy. Io preferisco il dandy, più profondo. Lo snob è semplicemente un parvenu».

E allora ascoltate Snob, magari in una serata d’autunno col fuoco acceso: “Noi di provincia siamo così/le cose che mangiamo/sono sostanziose come le cose/che tra di noi diciamo”. E non perdetevi il concerto: Paolo Conte tornerà a Milano per tre serate al Conservatorio dal 27 al 29 novembre. Chapeau.

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