Quella volta a Tirano

davanti al Santuario

Battiato e la pura emozione

Correva l’anno 2005 e l’autore siciliano chiuse le celebrazioni per il quinto centenario. Era accompagnato da un quartetto d’archi. Il lapsus che fece divertire

Quella volta a Tirano davanti al Santuario Battiato e la pura emozione
Battiato nel 2005 ha tenuto un memorabile concerto a Tirano
(Foto di Foto Lisignoli)

Nel giorno della scomparsa di Franco (all’anagrafe Francesco) Battiato, morto ieri all’età di 77 anni i ricordi in Valtellina vanno al concerto che l’artista siciliano, nel settembre del 2005, ha tenuto sul sagrato del santuario della Madonna di Tirano in chiusura delle celebrazioni per il quinto centenario dell’Apparizione. Un ricordo ancora più vivo ora che il cantautore siciliano si è spento a 76 anni nella sua residenza di Milo.

Tremila le persone (duemila sedute, mille in piedi) nel 2005 si erano riunite contribuendo a dare un’immagine qualitativa della serata, cui il Comune di Tirano ed Aem Promo puntavano con la scelta di uno spazio ristretto e accogliente come quello di piazza Basilica.

Sotto la protezione della Beata Vergine, Battiato - accompagnato da una quartetto d’archi - aveva cantato l’amore, non quello fine a se stesso, ma quello più alto e generoso.

In un concerto che era stato una climax di emozioni: nella prima parte aveva predominato la spiritualità, poi la virata verso i vecchi successi aveva acceso la platea fino al culmine con il bis di “Fra sesso e castità”.

Prima il rigoroso (e religioso) silenzio, poi il calore degli applausi, l’ondeggiare dei capi dei presenti ai “valzer viennesi”, sino alla correzione del testo di Voglio vederti danzare, “Radio Tirano” (voluto lapsus di “Radio Tirana”).

«Ricordo ancora con emozione quella serata e la grande disponibilità di Battiato - afferma Pietro Del Simone, allora sindaco di Tirano -. Fino a non molto tempo fa siamo rimasti in contatto e, anche quando ho seguito alle Tremiti, un suo concerto insieme a Lucio Dalla, era venuto a salutarmi. Ciò che mi ha colpito di lui era la sua estrema cultura. Poteva dare l’impressione di essere burbero, invece secondo me era una persona riservata, un siciliano autentico».

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