Quella carezza che emoziona ancora
Grande successo dei New Trolls portati sabato sera al Teatro Sociale di Sondrio da G-Smile (Foto by foto gianatti)

Quella carezza che emoziona ancora

Pubblico in delirio a Sondrio per la travolgente esibizione dei New Trolls con i loro “cavalli di battaglia”. Il Concerto Grosso della band-mito del rock progressive made in Italy ha conquistato tutti, ovazioni per Nico Di Palo.

L’apoteosi della Champions nell’assordante stadio del Teatro Sociale con il tifo irrefrenabile di una claque sorretta da striscioni, cori, sparacoriandoli a tradimento e sgraziati vuvuzela, tributato al mito del rock progressive dei New Trolls che hanno infiammato una serata travolgente e indimenticabile. Tutto con l’arrembante complicità del gruppo sondriese “Gsmile” capitanato dalla simpatia di Antonio Grimaldi con Daniele Ursini, che con effervescenza contagiosa ha saputo creare quell’incontenibile fermento per un evento memorabile di cui tanti un giorno potranno dire con orgoglio “Io c’ero!”.

Un’attesa tra il vociare della sala che di colpo precipita nel silenzio. Poi s’apre il sipario e la leggenda si riprende il suo posto di pieno diritto. Su tutti il possente martello di Thor di Gianni Belleno con la furia selvaggia di un epico scontro, che si lancia all’attacco a testa bassa mentre Claudio Cinquegrana ingrana la sesta lanciandosi in folle volo nella vertigine piramidale dello sferragliare di un treno con la sua chitarra tuttofare, mentre i frombolieri d’attacco Claudio Tarantola e Stefano Genti, alle tastiere, minano i fianchi dell’avanscoperta, sorrette dalla pompa pneumatica del basso di Nando Corradini, guidati all’arma bianca dal grido d’attacco di Umberto Dadà. Prima la voce, inconfondibile, unica, mostruosamente prometea, poi sembra emergere dal buio Odino in persona allo scranno del suo Hammond nello sfarfallare vorticoso del lesley, Nico di Palo, nelle “Visioni” allucinogene alimentate dagli spot che rinfocolano il facile refrain. Pubblico in delirio.

Poi a raffica “Faccia di cane” e “10 orologi” con l’onomatopeico ticchettio dello scorrere della vita, per strambare con forza su “Le collegiali” dall’ultimo album di Nico, Gianni & Company, in un viaggio tutto londinese tra “fanciulle inglesi appese ai loro ombrelli”. Entra poi in scena la fascinosa Raffaella Stirpe con suo mefistofelico violino dall’anima persa che lancia il suo guanto di sfida raccolto dal buon Cinquegrana che ingaggia la lizza furiosa del “Vivace” per il “Concerto Grosso”, vera pietra miliare della musica moderna, che manda in visibilio il folto uditorio. Sincrono perfetto dell’amalgama delle voci nella struggente melodia dell’ “Adagio” per una sala ipnotizzata infine dal fulgore parossistico dell’assolo di Belleno in un travolgente climax che ha scosso dalle fondamenta il “Sociale”. Poi il colpo di scena con l’intramontabile Nico che con la classe di sempre, si avvicina in proscenio a rievocare l’evergreen di “Vorrei comprare una strada”, saggiando con irresistibile fermezza una delirante “Sei qui davanti agli occhi miei”, dopo “Signore, io sono Irish”, “Miniera”, “Aldebaran”. E Il teatro si scuote. Puro deliquio. Per l’eroico, immenso Nico di Palo è l’ovazione: tutti in piedi a tributargli gli onori concessi agli dei dell’Olimpo musicale. E lui si lascia andare, avvolto dallo scandire all’unisono del suo nome, ad una atarassica saggezza dispensata con garbo: “Se sono ancora qui, la forza me l’avete data voi! Me l’ha data la musica! Ricordatevi sempre che gli amici veri si contano su una mano monca e, se volete bere, fatelo a casa, state lontano dall’alcol”. Un invito pressante da chi in un algido inverno sulla “beffarda” Autostrada del Sole aveva un maligno appuntamento con un infido carico di granoturco che gli ha cambiato la vita. Nel 1998 infatti Nico Di Palo è stato vittima di un protagonista di un grave incidente automobilistico che lo ha portato al coma e lo ha molto debilitato. Nel suo ritorno alle scene non potendo più suonare la chitarra, diventa il secondo tastierista del gruppo, soluzione che gli permette di tornare ad esibirsi con la band.

E la musica lo ha riscattato dall’abisso trascinandolo ancora con forza e vigore sul palco, perché la sua vita è qui, dinanzi ai suoi aficionados che, un sol coro, hanno cantato con un brivido d’emozione, lasciandosi avvolgere dalla magia di “Quella carezza della sera”. I New Trolls sono ancora qui. E in tanti al Teatro Sociale hanno detto “Presente!”.


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