Morborock da applausi: pubblico in crescita, entusiasmo per le band
Morbegno, colonia fluviale, va di scena Morborock. Nella foto gli organizzatori (Foto by Silvio Sandonini)

Morborock da applausi: pubblico in crescita, entusiasmo per le band

Obiettivo centrato dall’evento morbegnese. Note e sapori si sono incontrati in un mix vincente. «Emersa l’idea di creatività che segna la nostra filosofia»

Non cominciamo dalla musica. Il “Morbo”, lo spirito di una manifestazione fatta di cultura suonata, ma anche raccontata, dipinta e cucinata, si è diffuso in tutti i punti della Colonia fluviale di Morbegno.

Premesso che note, accordi e voci sono stati protagonisti, non solo sottofondi, sabato la sesta edizione del Morborock ha portato creatività e novità sul palco e negli altri spazi della festa promossa da Lokazione e Arci Demos. A tavola, il pubblico ha apprezzato i piatti indiani preparati dalla chef di Lokazione insieme a sei migranti del Bangladesh, assistiti dalla cooperativa Lotta contro l’emarginazione.

Inclusione a tavola, a suon di rock e sapori di mondi lontani che s’incontrano sulla riva dell’Adda. Senza dimenticare i piatti tipici valtellinesi a chilometri zero. Il pubblico non ha mancato di visitare le bancarelle di dipinti ed esperienze culturali. «Non c’è un biglietto e non si possono quantificare le presenze – hanno spiegato gli organizzatori da Lokazione -. Ma crediamo di aver assistito a un chiaro aumento del numero di visitatori e dell’apprezzamento da parte di tutte le fasce d’età di visitatori, dai bambini in su, indipendentemente dai gusti musicali dei singoli spettatori».

Dopo le minacce di pioggia che non si sono trasformate in acquazzone, sabato i primi a salire sul palco sono stati i padroni di casa, gli Afrodisiaci, band made in Morbegno che da quattro anni porta nei locali e nelle feste di paese della provincia pezzi originali dalle influenze rock e folk, ed è reduce dalla presentazione del secondo cd. A seguire è toccato agli Psychovox - trio alternative rock dal sound ricercato -, oltre che all’energia indie-pop-rock dei Royal Bravada.

Il festival si è chiuso con gli attesi A Toys Orchestra, la band pop-rock salernitana che, con alle spalle sei album e oltre dieci anni di palcoscenico, si colloca fra le formazioni più amate dal popolo indie italiano.

«La musica è centrale, soprattutto per far emergere l’idea di creatività che segna la nostra filosofia d’azione, ma abbiamo osservato che anche tutti gli altri elementi hanno contribuito alla riuscita di quest’edizione – è il commento finale dei promotori della due giorni di concerti e molto altro -. Un esperimento dal quale ripartire in futuro per continuare a diffondere lo spirito del festival».


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