Morbegno è una grande pista da ballo
Piazza gremita di spettatori per lo spettacolo della rassegna Alpisonanti (Foto by foto Sandonini)

Morbegno è una grande pista da ballo

Conto alla rovescia per il Tango festival del 9 e 10 settembre, intanto ci si scalda a ritmo di flamenco

Grande successo per la taranta, che sabato scorso ha acceso, colorato e divertito piazza San Giovanni

«In attesa della nona edizione del Tango Festival in programma per il 9 e 10 settembre, la città di Morbegno diventa una grande pista da ballo dove culture dissimili, tradizioni differenti intrecciano i loro simboli, le loro tradizioni. Il Sud dell’Italia e la taranta accolti con molto successo dal numeroso pubblico presente, il sud della Spagna e il suo sempre seducente flamenco il prossimo sabato 2 settembre (appuntamento alle 21 in piazza San Giovanni) fanno da preludio alla più amata danza del Sudamerica, il tango. La bassa valle si converte in una metafora che celebra la pluralità e il dialogo tra le culture».
Così Ivana Zecca direttore artisticoe vero e proprio guru di Alpisonanti, festival che sabato sera ha fatto tappa a Morbegno dove ha accesso, colorato, divertito e fatto ballare piazza San Giovanni. La serata rappresentava un’anteprima del 9° Tangofestival e non ha faticato un secondo a scaldare l’atmosfera musicale della città del Bitto. Lo possono testimoniare gli stessi morbegnesi e chi è arrivato da fuori per riempire il sagrato della collegiata invaso dal calore e dal colore della musica del Sud. Location perfetta la bella piazza per la magistrale esibizione dei musicisti de “ La Paranza del Geco” cioè Simone Campa, direzione musicale, voce, tamburi, flauti, chitarra battente; Angelo Palma voce, chitarra, castagnette; Niccolò Bruzzese lira calabrese, organetto, tamburelli e percussioni; Massimo Rosada voce, mandolino, flauti, percussioni; Michele Grande voce, tamburi, armonica a bocca e delle danzatrici di “100% tarantella”, cioè Eleonora Gnisci e Valentina Bernardo.
Insieme si sono esibiti in un concerto-spettacolo di musiche, canti e danze tradizionali del Sud Italia. Sul palco quindi si sono alternate le melodie e i balli della pizzica del Salento e della Bassa Murgia, delle tammurriate vesuviane, dalle tarantelle della Calabria fino alle tarantelle del Gargano, di Montemarano e della Lucania. Gli strumenti utilizzati dai musicisti de La Paranza del Geco sono quelli della tradizione: fisarmonica e organetti diatonici, violino, mandolino, mandola, chitarre classiche e battenti, tamburi a cornice - tamburelli e tammorre, percussioni minori - marranzani, putipù, scetavajasse, triccaballacche, flauti tradizionali in canna semplici e doppi, lira calabrese, zampogna a paru, ciaramelle e pipite. Note danzate con passione dalle ballerine della Compagnia 100% Tarantella applaudite al concerto classico della Paranza del Geco capace di riproporre l’atmosfera delle più coinvolgenti feste popolari del sud, garantendo uno spettacolo di alto valore culturale e qualità musicale grazie all’esperienza professionale e all’approfondito lavoro di ricerca degli artisti coinvolti nell’ambito della musica e della danza.
Il sagrato della collegiata di San Giovanni Battista, la chiesa parrocchiale di Morbegno, il più importante monumento barocco della provincia di Sondrio, che sorge imponente sull’omonima piazza lastricata, ha fatto il resto. Poggiandosi sui due gradini del sagrato rialzato, si affaccia maestosa sulle vecchie case del centro storico ed è stata culla, nel profondo Nord, della musica del Sud. Punti cardinali nella geografia italiana un’altra volta uniti sotto lo stesso cielo da artisti veri e da un pubblico che a fine serata si è fatto coinvolgere sino in fondo, danzando sul grisc (l’acciottolato valtellinese) di casa ritmi che impediscono di stare fermi. Applausi per tutti.


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