Max Pezzali trionfa. Atterraggio al Polo  tra migliaia di amici
Morbegno, il concerto di Max Pezzali

Max Pezzali trionfa. Atterraggio al Polo

tra migliaia di amici

Il ritorno live a Morbegno dopo due anni «Come allora, ripartiamo da questa splendida località». Famiglie intere alle prove generali dell’Astronave tour.

Scarpe sportive, jeans, maglietta e l’immancabile cappellino da baseball: si è presentato così Max Pezzali - eterno aspetto da ragazzo degli anni ’80 - mercoledì sera, al Polo fieristico di Morbegno, per la “data zero” del suo nuovo “Astronave tour”.

A dargli un tono di serietà il blazer, indossato però con i bottoni slacciati. «Questa giacca mi stava più larga prima di venire a Morbegno - ha affermato il cantante salutando il pubblico -. Adesso siamo arrivati al bottone che cede, ma questo è il bello delle specialità enogastronomiche locali». Sul palco, dominato dai grandi caratteri luminosi del nome Max, lo spettacolo è stato aperto dall’effetto scenico che, con il salire delle luci dal basso verso l’alto, ha simulato il volo di un’astronave.

Il tutto accompagnato dal tema musicale dell’ultimo album di inediti pubblicato lo scorso mese di giugno, “Astronave Max”, dal quale il cantante ha preso anche la prima canzone proposta,

“Come Bonnie e Clyde”. A seguire “È venerdì”, single già pubblicato lo scorso aprile, quindi il passaggio a pezzi “storici” che hanno entusiasmato il pubblico eterogeneo. Tante famiglie, ragazzi e molti adulti che erano giovani quando Pezzali incideva con gli 883 “Rotta per casa di Dio”, terzo brano proposto e cantato dai presenti come “L’universo tranne noi”, singolo che aveva aperto due anni fa “Max 20”, compilation con lo stesso nome del tour con cui Pezzali era già stato a Morbegno per la “data zero”. «Siamo qui a due anni di distanza dall’altra volta - ha sottolineato il cantante -, quando ancora eravamo partiti da questa splendida località».

Come due anni fa, lo schermo allestito sul fondo del palco, le luci e gli effetti grafici hanno offerto singolari coreografie di accompagnamento ad ogni brano proposto. Grandi proiettori presentavano le immagini in soggettiva della band, che è stata presentata sulle note di “Sopravviverai”, altro singolo dell’ultimo album: Ernesto Ghezzi alle tastiere, Davide Ferrario alle chitarre, Giorgio Mastrocola alle chitarre ritmiche, Luca Serpenti al basso e Sergio Carnevale alla batteria.

Lo scorrere di immagini scelte accuratamente ha, invece, sottolineato i testi delle canzoni, come la sequenza di rigori della finale dei mondiali di calcio 2006 per “La dura legge del gol”, a culminare con la rete decisiva di Fabio Grosso sulla frase «Lo squadrone siamo noi». Sul brano “Fallo tu”, dialogo tra un uomo e una donna sulle diverse prospettive con cui i due sessi affrontano semplici impegni del quotidiano, è comparso sullo schermo un Max Pezzali in versione inedita. Travestito da donna, il cantante in video (con la voce però di Syria, come nel cd) ha duettato con quello in carne ed ossa.

Mentre su altri brani i duetti sono quasi venuti spontanei con il pubblico. «Scrivere canzoni e cantarle è una delle più belle emozioni che si possono vivere - ha affermato Pezzali -. Ma è un’emozione grande sentire anche voi che le cantate». Così, per il finale del concerto, la band e il cantante si sono stretti al centro del palco per creare - come ha spiegato l’ex leader degli 883 - «una situazione acustica in cui cantare tutti assieme». Per quattro brani il pubblico è intervenuto a squarciagola, prima di tornare ad ascoltare dai suoni forti con cui la band ha sostenuto quasi due ore e mezza di concerto, un altro dei singoli dell’ultimo album, “Niente di grave”.

«Questa canzone parla di generazioni diverse, un po’ di mio padre e un po’ di mio figlio», ha spiegato Pezzali riprendendo il significato della metafora dell’astronave, con cui il cantante ha sottolineato di voler intendere lo sguardo pieno sulla realtà attuale che dà la saggezza di qualche anno in più. Che però lui sembra non voler sentire, tanto che ha proposto come trentesimo e ultimo brano della serata “Non me la menare”, con il quale gli 883 esordirono nel 1991 al Festival di Castrocaro.


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