L’elettroshock in un libro f irmato dal medico scrittore Carlo Patriarca

Novità Il sondriese ha presentato la sua ultima fatica. La nascita della terapia partendo dalla figura del chiavennasco Cerletti

L’elettroshock in un libro f irmato dal medico scrittore Carlo Patriarca
Sala Besta gremita per la presentazione di “Shock”
(Foto di Gianatti)

Questione di… “Shock”. Proprio come il titolo dell’ultima fatica editoriale del sondriese Carlo Patriarca, medico anatomopatologo e scrittore.

Venerdì è stato presentato il volume nella sala Besta della Banca Popolare di Sondrio, alla presenza dell’autore, in tournée in queste settimane tra la Lombardia e il resto del Paese, e dello storico locale Guido Scaramellini, che ha ripercorso le vicende della famiglia chiavennasca Cerletti. Già, perché al centro della ricerca di Patriarca c’è proprio la figura di Ugo Cerletti, padre - insieme a Lucio Bini - della terapia dell’elettroshock.

La lunga ricerca

Un uomo veramente poliedrico, a dir poco geniale, che, tuttavia, a fatica si ricorda. In effetti, ancora oggi parlare di elettroshock fa un certo effetto: nella mentalità comune rappresenta una pratica brutale. «Anche se, a ben vedere, come per tutte le cose è l’abuso da condannare, non la terapia in sé. Tant’è che all’estero il suo nome è molto più noto che da noi, a dimostrazione di quanto il condizionamento faccia sempre la differenza».

Dialogando con Filippo Tommaso Ceriani, collaboratore de La Provincia, Patriarca - nei giorni scorsi ospite anche a Bookcity, la rassegna letteraria di Milano conclusasi domenica - ha fatto emergere alcuni aspetti fondamentali alla base del volume, il terzo finora pubblicato sempre per Neri Pozza.

Come si diceva, «di Ugo Cerletti si sa davvero poco. La storia, nei suoi confronti, è stata davvero ingrata: su di lui è stato steso un velo di silenzio». Il romanzo di Patriarca, direttore del servizio di Anatomia patologica dell’Asst Lariana, nasce proprio dal desiderio di far luce su questa figura tanto determinante per la psichiatria del Novecento quanto prontamente dimenticata. Lungo e articolato il lavoro di ricerca dell’autore, che ha scelto di riprendere in mano un lavoro del padre, il pediatra sondriese Pierluigi Patriarca, presente in sala venerdì con la moglie.

Dalla trincea a Mombello

Tanti i piani che si intrecciano all’interno del romanzo, a partire dal territorio - seguendo, passo passo, gli incarichi dello psichiatra, dalla trincea della prima guerra mondiale, a Mombello, realtà nota proprio per il manicomio - passando dalla storia e dalla cultura medica del tempo.

Non si può parlare, certo, di un’autobiografia canonica: a narrare le vicende che riguardano Cerletti è la voce di Francesco, fantomatico assistente, il cui cammino - umano e professionale - si lega a più riprese a quello del professore. A partire dalla Grande guerra, quando quest’ultimo, da capitano medico, si interroga sulle paralisi che sempre più frequentemente coinvolgono i soldati.

E poi se lo ritrova in corsia: lo cerca, ha bisogno di lui, anche per chiarire un aspetto della vita familiare che non può essere giustificato ancora a lungo. È Giovanni, suo fratello schizofrenico, sempre giustificato dalla madre come “bambino speciale”, che fa nascere in lui diversi punti interrogativi.

Tanto da chiedersi, come si legge nel romanzo, «se la scelta di diventare psichiatra sia dipesa in me dall’incontro con Cerletti o dalla malattia mentale di Giovanni, forse da entrambe le circostanze».

In agenda

Stasera alle 20.30 Carlo Patriarca e il suo libro “Shock” saranno ospiti della libreria Il Mosaico di Tirano.

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