Le opere di Galanga e il senso dell’arte
Sofferenza o piacere

Mostra L’artista tiranese ha conquistato gli Usa e Napoli dove ha esposto sei sue opere scultoree e cinque dipinti . Presentata dallo storico Pinto corona un anno d’oro

È appena tornata da Napoli l’artista tiranese Anna Galanga che fino al 6 gennaio ha esposto sei sue opere: il gruppo scultoreo per installazione scenografica “Anaisthitos” e i dipinti “Irresistibile ambiguità dionisiaca”, “Se il vento dice sorgi”, “Lo scudo di Eracle”, “La regina dell’universo”, “Alma primigenia luce”.

«L’evento è stato organizzato in uno dei luoghi  più prestigiosi della città di Napoli, nel Castel Nuovo, comunemente detto Maschio Angioino, luogo particolarmente suggestivo, ricco di fascino e di storia.

«Godimento dello spirito»

La mostra  “L’Arte come sofferenza o supremo godimento dello spirito”, è stata introdotto dallo storico e critico d’arte Rosario Pinto. Inaspettato, almeno per me, l’intervento  del delegato del presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, amante e sostenitore dell’arte che ha riferito  quanto sia forte il desiderio di poter ospitare in uno dei più bei palazzi di Firenze parte della mostra: già garantita la mia partecipazione». Al vernissage si è tenuto un dibattito sullo stato attuale dell’arte moderna ed è stato presentato il volume “L’evoluzione dell’arte moderna nel XXI secolo” che è stato archiviato alla biblioteca Thomas J. Watson del Metropolitan Museum di New York, dove un pool di studiosi sta svolgendo una ricerca sull’arte contemporanea mondiale.

Il 2024 è iniziato dunque con particolare soddisfazione per Galanga che traccia anche il resoconto degli ultimi mesi delle sue trasferte in Italia: a settembre è stata ad Anacarpi per la mostra  “L’arte per esprimere la forza dei sentimenti” cui ha partecipato con cinque video esposizioni, particolarmente apprezzate dai critici e dal pubblico, su grande schermo.

Alla Biennale di Milano di novembre, nella mostra a palazzo Stampa di Soncino e a Milano Art Gallery, storico spazio culturale, ha portato alcuni dei suoi lavori più rappresentativi “Anaisthitos”, “Irresistibile ambiguità dionisiaca”, “Noli me tangere”, “Le streghe di lontano” e “Al fiume”. Il comitato scientifico, formato da Francesco Alberoni, Silvana Giacobini, Salvo Nugnes, Vittorio Sgarbi e Cristina Cattaneo, ha scelto il dipinto ad olio di grande formato “Se il vento dice sorgi” per l’attestato di merito che così recita: «Un riconoscimento speciale alla sue doti artistiche e creative, che la onorano di partecipare a questa rassegna ponendola tra i migliori rappresentanti dell’arte italiana».

Evento negli Stati Uniti

Da non tralasciare l’evento “Usa tour biennal ’23-’24”, ideato per divulgare l’operato di un selezionato numero di artisti in occasione dei più rilevanti appuntamenti fieristici nei Stati Uniti. Quattro le città più celebri degli Usa interessati dal progetto - Los Angeles, Miami, New York, Washington – dove saranno proposte le narrazioni visive di artisti destinati ad essere ricordati nel tempo.

«Per Washington, primo appuntamento, è stato scelto il dipinto di grande formato “Le streghe di lontano” – racconta la pittrice -. La cerimonia si è tenuta nella Capitol callroom dell’Holiday Inn Capitol hotel, presenti esperti d’arte e personalità provenienti da varie parti del mondo. A Miami ho portato il dipinto “Se il vento dice sorgi”. In tutti i casi è stato per me un onore partecipare, portare la mia arte e potermi confrontare con altri esperti e colleghi».

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