La stele di 5.000 anni fa  portata al museo  Ora verrà studiata
La stele di Migiondo ritrovata due anni fa risale a 5mila anni fa, sarà esposta al museo dei sanatori

La stele di 5.000 anni fa

portata al museo

Ora verrà studiata

Era stata scoperta per caso durante scavi tra Migiondo e Sondalo : era stata utilizzata per un muretto di contenimento. Trasportata al museo dei Sanatori

Recuperata ieri la stele di Migiondo, eccezionale reperto risalente a 5.000 anni fa. Era stata riportata alla luce due anni fa nel corso dello smantellamento di un tratto del muro di contenimento, lungo la strada comunale che collega Migiondo a Sondalo, per realizzare l’accesso a una abitazione privata.

Ieri è stata trasportata al Museo dei Sanatori di Sondalo, dove presto le sarà dedicata una mostra.

La stele di Migiondo è un monolite inciso di eccezionale valore, che risale all’Età del Rame. Poiché le incisioni inizialmente non sono state riconosciute, il blocco è stato utilizzato nella realizzazione del nuovo muretto di contenimento, dove è rimasto fino a ieri.

«Oltre all’indiscutibile valore del manufatto, questo rinvenimento è d’importanza fondamentale, perché evidenzia chiaramente l’enorme potenziale archeologico di questa parte del territorio valtellinese e ci ricorda che i moltissimi chilometri di terrazzamenti della Valle nascondono ancora importantissime testimonianze del passato».

Sono piene di soddisfazione le parole di Stefano Rossi, funzionario archeologo della Soprintendenza Archeologica, Belle arti e Paesaggio in merito all’operazione condotta ieri mattina a Sondalo.

«Esprimiamo la nostra soddisfazione per questa sistemazione all’interno del Museo e il grande interesse per questa occasione che è un tassello fondamentale che porterà luce nuova sulla comprensione del paesaggio e dell’idea che ha presieduto l’insediamento nella conca di Sondalo – afferma la direttrice, Luisa Bonesio –. Il mio ringraziamento va a Stefano Rossi, competente e paziente, persona in grado di correlarsi perfettamente con la nostra realtà. Ci auguriamo che si schiudano possibilità nuove di collaborazione che, peraltro, noi preserviamo da sempre».


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