La paura della morte può anche far ridere
Con i coniugi Poretti

Teatro Sociale Apprezzato lo spettacolo Funeral Home. In scena il popolare comico e la moglie Daniela Cristofori . Risate sui luoghi comuni e riflessioni sulle età dell’uomo

La paura della morte può anche far ridere Con i coniugi Poretti
Daniela Cristofori con il marito Giacomo Poretti applauditissimi al Sociale
(Foto di foto luca gianatti)

Si può dire che ci sia davvero più che uno zampino di tutti e due – Giacomo Poretti e Daniela Cristofori – nello spettacolo “Funeral home”, applauditissimo venerdì sera al teatro Sociale di Sondrio.

Tempi perfetti

Da Poretti, attore e comico, la pièce ha acquistato un tono graffiante, un ritmo incalzante al punto giusto di battute e mosse; da Cristofori, psicologa ma con una precedente formazione come regista teatrale, l’ordito e la trama fra riflessione e sorriso, ironia e delicatezza, sul tema della paura della morte.

Un’accoppiata, quella di Poretti e Cristofori, anzi una coppia (nella vita e sul palco) vincente nel cartellone Sondrio Teatro. Parlare di un’ora e mezza di morte dovrebbe far rizzare i capelli a tutti o, chessò, suggerire qualche più o meno esplicito scongiuro. Poretti e Cristofori, invece, sanno farlo suscitando risate sui luoghi comuni e non solo che riguardano questo momento temuto e ritenuto un tabù.

All’avvio dello spettacolo, con Ambrogio (Poretti) e Rita (Cristofori) in auto, mentre si dirigono al funerale di un amico, sembra di assistere ad un teatro di burattini con i loro volti che spuntano appena appena dal cofano e un’esilarante sketch di un primo litigio in carreggiata alla mercé di automobilisti e camionisti arrabbiati. Arrivati alla casa del defunto, però, la tensione cresce perché Ambrogio non vuole saperne di entrare a salutare la salma. «La morte mi infastidisce», dice. Me se lei ne vuole parlare, perché la morte «è una cosa naturale», su cui si può anche scherzare – del tipo chissà «quando prenderò la pensione di reversibilità» -, lui non ne vuole sapere. La paura, insomma, è troppo forte. E in quella “funeral home” ne succedono di tutte: partono colonne sonore adeguate al credo o preferenze del deceduto (dai canti dei monaci tibetani all’heavy metal), si sentono elogi funebri affettati con frasi a mo’ di Bacio Perugina, si discute sul costo di bara e cremazione «tanto si muore una volta sola», si pensa all’al di là sognando un mondo dove ci si possa ancora reincontrare, fenici e nibelunghi insieme. Si scherza, già.

Applausi

Ma il fatto è questo: che «mentre ti insegnano da piccoli a diventare grande, poi nessuno ti insegna come diventare vecchio». E, allora, pensare alla morte fa paura. Poretti e Cristofori sono naturalmente complici nella commedia che sa trattare temi profondi – oltre la morte, anche il dramma della separazione, l’inseguimento dell’eterna giovinezza – senza scadere nella banalità, nella retorica, peggio ancora nel puro noir. Il pubblico di Sondrio apprezza e tributa alla fine un caloroso applauso ai due interpreti. Che, a luci riaccese, ringraziano, salutano e chiedono di poter fare un selfie con il pubblico valtellinese, «altrimenti nostro figlio non crede che siamo venuti a Sondrio», dice sorridendo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA