La Cina conquistata da bacchetta e note  “targate” Sondrio
Uno dei sei trionfali concerti diretti in Cina dal maestro morbegnese Lorenzo Passerini

La Cina conquistata da bacchetta e note

“targate” Sondrio

Il maestro Passerini rientrato in Italia domani sarà al Sociale per il Concerto di Capodanno. «Sei trionfi e pubblico in delirio, che esperienza».

Dalla Cina con amore. Il maestro Lorenzo Passerini dopo aver spopolato - e da quelle parti è certamente difficile - nell’antica terra della dinastia dei Ming, con la forza della sua musica, torna vittorioso in Valtellina tra gli scudi osannanti dei suoi eroi dell’Orchestra “Vivaldi” per il classico “Concerto di Capodanno”. Da novello Marco Polo alla corte del Kubilai Khan stregato dall’affabile voce della diva Euterpe, ha tracciato accanto alla nuova “Via della Seta”, quella “della Musica” che affascina e conquista. E lo ha fatto entrando nel tessuto armonico della musicalità della terra dei Mandarini, di Mao e della nuova leadership che fa capo ad un colossale impero economico.

Un vero tour de force per l’inarrestabile maestro morbegnese impegnato in una estenuante tournée che avrebbe sfiancato un elefante, tra Lanzhou, Anshan, Dalian e Jinan, città favolose dell’Oriente erede dell’antico Catai.

Spumeggiante l’ouverture del “Guglielmo Tell” di quel diavolo d’un Rossini che sapeva come arringare il suo popolo di musici partendo in sordina sfrenandoli poi nel climax di una mischia poderosa. Fascinosa l’altra fulgida ouverture tratta da “La Traviata” verdiana, prima di omaggiare Bizet con una “Fantasy on themes of the Opera Carmen”. Incommensurabile e struggente il valzer del “Lago dei Cigni” di Chaikovsky prima di dare stura ad una mirabolante serie di valzer straussiani del classico “Concerto di Capodanno” con il “Kaiser Walz op. 437”, il “Pizzicato Polka”, “Unter Donner und Blitz op. 324” di Johan Strauss major et minor, per finire in gloria col favoloso “Bel Danubio blu” che ha infiammato le platee cinesi.

L’inossidabile fascino delle melodie della Vecchia Europa e soprattutto dell’epopea lirica italiana, si è rimpolpato infine con alcune musiche autoctone ispirate alla grande tradizione cinese, facendo esplodere le grandi manifestazioni di consenso e di affetto del pubblico verso la compagine valtellinese e soprattutto il suo carismatico direttore.

Telegrafica, ma intensa, l’emozione del maestro Lorenzo Passerini appena rientrato in Italia, stremato, per dedicarsi all’affezionato pubblico di sempre delle sue Valli per un’altra sferzante ventata di grande musica che lo vedrà sul podio domani al Teatro Sociale alle 20,45 a dirigere l’“Orchestra delle Meraviglie”, la sua “Vivaldi” che segue fedelmente il suo prode nocchiero in capo al mondo: «La Valtellina conquista la Cina. L’esperienza in questa terra meravigliosa è stata favolosa. L’Orchestra ha risposto splendidamente. Il pubblico era letteralmente in delirio. Ora si rientra per il gran concerto di Capodanno, dopo sei trionfi in Cina. La nostra italianità è stata contagiosa. La sfida d’aver suonato dei brani cinesi è stata ampiamente vinta. Sei standing ovation. Certamente torneremo nei prossimi anni». I magnifici 4 valtellinesi doc, Irene Masullo al corno, Matteo Comparolo al trombone e Elia Mazzoletti alle percussioni, al seguito di Passerini in questa magnifica occasione, insieme a tutti gli altri musicisti, difficilmente dimenticheranno un’esperienza unica che li ha proiettati oltre le “Colonne d’Ercole”, fino ai confini del mondo. Nella mitica terra del Gran Khan.


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