Incatenato a Sanremo:  la protesta di Marco Fusi
Sanremo: il clarinettista di Eupilio Marco Fusi incatenato davanti all'Ariston (Foto by sanremonews.it)

Incatenato a Sanremo:

la protesta di Marco Fusi

Clamorosa iniziativa del clarinettista di Eupilio questa mattina davanti all’Ariston: protesta per una multa di cinquemila euro comminata tre anni fa dalla polizia locale ligure

Il clarinettista di Eupilio Marco Fusi si è incatenato stamani davanti al teatro Ariston di Sanremo, dove questa sera avrà inizio la settantesima edizione del festival della canzone, annunciando lo sciopero della fame e della sete. Secondo quanto riferisce l’agenzia Ansa, Fusi si è incatenato per protesta contro una maxi multa da cinquemila euro comminata, nell’agosto 2017, dalla polizia locale che lo aveva sorpreso a suonare per strada e a mostrare alcuni cd, multa che a oggi non è stata revocata. Il musicista è stato poi portato in caserma. Nel pomeriggio, appena uscito dalla caserma, Fusi ha continuato la sua protesta: questa volta senza catene, solo esibendo un cartello con la scritta “La musica non è un crimine”.

Contro la multa, il musicista aveva fatto immediato ricorso al sindaco di Sanremo tramite l’avvocato Marco Di Domenico, ma da allora non ha saputo più nulla. «Una legge della Regione Liguria consente la vendita dei frutti del proprio ingegno - ha spiegato il legale - per cui riteniamo che la sanzione amministrativa debba essere annullata». Ad aggravare la situazione c’è il fatto che la legge prevede che nell’ipotesi di un ricorso respinto la sanzione possa essere rideterminata dal sindaco, rischiando di arrivare, in teoria, fino a 15 mila euro. «Dall’agosto del 2017 - prosegue l’avvocato - il sindaco non si è ancora pronunciato sul ricorso di Marco Fusi, lasciandolo così tra coloro che stan sospesi in attesa di un provvedimento di archiviazione o di rideterminazione della sanzione».

«Ho cercato in tutti i modi un dialogo con le autorità̀, ma di fronte alla sordità̀ delle istituzioni sono stato costretto a questa forma estrema di protesta - ha detto Fusi -, contro l’ipocrisia di una cultura istituzionale che da un lato criminalizza l’arte e dall’altro la usa per promuovere, una volta all’anno, Sanremo come città della musica».


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