Malibu, l’hit dell’estate  Il video firmato da un valtellinese
Enrico Maspero con Sangiovanni e la fidanzata Giulia Stabile durante il backstage del video di Malibù

Malibu, l’hit dell’estate

Il video firmato da un valtellinese

Enrico Maspero, giovane regista sondriese, ha diretto il cantante Sangiovanni in quella che è un hit dell’estate Ha già lavorato con Sfera e Ghali

«Tu fai quelle facce-e. Mi tieni il broncio-o. Se ti tolgo il trucco-o»... E chi non l’ha canticchiato almeno una volta in queste giornate estive o sentito passere in radio.

Un brano che spacca, in testa alle classifiche da un paio di mesi, “Malibù” di Sangiovanni, vincitore della categoria canto ad Amici 2021, di cui venerdì è uscito il videoclip che “parla” anche un po’ di valtellinese.

Tormentone

Nulla di più vero, perché dietro le quinte, seduto in regia, insieme a un collega di Roma, c’è Enrico Maspero.

Sondriese, classe 1997 - 24 anni il prossimo 4 agosto -, media designer, da un paio di anni opera nel mondo delle riprese video e degli scatti fotografici. Ha lavorato e collaborato con alcuni tra i più grandi artisti musicali della scena italiana realizzando videoclip di successo che contano milioni di views, tra cui Ghali o Sfera Ebbasta. O come quello della coppia Sangiovanni-Giulia Stabile, fidanzata, ballerina vincitrice dell’edizione 2021 di Amici. Nel giro di un giorno, le visualizzazioni di “Malibù” hanno raggiunto quasi quota 3 milioni e continuano a salire di ora in ora su YouTube.

Ma non è così scontato scovare il giovane sondriese scorrendo i credits nell’elenco al di sotto del videoclip, perché in un certo qual modo si nasconde dietro l’obiettivo - la sua grande passione - con il ruolo e il nome d’arte “Suerv: Enrico Yaay”, che vuole dire tutto o niente. Per gli addetti ai lavori come per chi non è del mestiere. E allora glielo abbiamo chiesto di persona: «Ho scelto così per restare il più ignoto possibile - racconta Enrico -: mi firmo con un ruolo fittizio come se fosse un gioco, ma in realtà è un lavoro vero e proprio».

Dopo essersi diplomato all’istituto tecnico del turismo al De Simoni-Quadrio - «mi piacciono le lingue straniere» -, si è laureato alla Naba di Milano in Media design.

Di base vive nel capoluogo lombardo. A Sondrio ci viene circa una volta al mese, «per trovare la mia famiglia» prosegue entrando nel merito del super-visualizzato video.

«Abbiamo impiegato un paio di giorni a girarlo, ma precedentemente importante è stato, come sempre accade, il lavoro di produzione, di organizzazione, di settaggio e di collaborazione con i protagonisti», oltre che con la troupe.

«Richiede sacrifici»

Ma come è nata questa passione che ora si è tradotta in un lavoro?

«All’inizio mi filmavo mentre sciavo. Quando avevo 14 anni e facevo i salti con gli sci, con gli amici ci siamo armati di telecamere. Poi ho iniziato a fare i montaggi, ma anche le foto durante le serate. Ho notato che la mia predisposizione a ritrarre belle composizioni di immagini era superiore alla norma allora ho detto: perché non fare di ciò la mia vita?». Insomma, passo dopo passo è arrivato sino a qui; ma è solo la prima tappa.

«Credo sia solo l’inizio di una strada che devo ancora percorrere - ritiene il giovane freelance -. Una strada che consiglierei a chi ha le mie stesse passioni, ricordandosi però che è un lavoro come tutti gli altri: quindi non è tutto rose e fiori. Richiede sacrificio, impegno e tanto altro».


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