Mercoledì 07 Maggio 2014

Il “treno” del sondalino Manzolini

Va a Mosca e nei cinema

Michele Manzolini (a destra) e Federico Ferrone al Torino Film Festival
(Foto by Nicola Falcinella)

Arriva nelle sale il documentario “Il treno va a Mosca” del sondalino Michele Manzolini in coregia con Federico Ferrone. Dopo l’ottima anteprima al Festival di Torino a novembre, dove era inserito nel concorso internazionale, il film è distribuito da Cinecittà Luce e arriverà presto in Valtellina.

Stasera alle 20.30 è al Cinema Anteo di Milano con la presenza dei due registi. Da domani, fino al 13, sarà poi in programmazione all’Apollo SpazioCinema (www.spaziocinema.info).

Dal 16 al 19 maggio al Cinema Mignon di Tirano tutte le sere alle 21.15, con il regista presente nelle serate di venerdì e sabato e ospite, sabato alle 17, alla biblioteca Arcari per un incontro dal titolo “Sguardi sul reale: la produzione del cinema documentario in Italia”.

Altro appuntamento in provincia, venerdì 6 giugno al Cinema Excelsior di Sondrio, ancora con Manzolini presente per parlarne con gli spettatori. Infine, di nuovo per gli spettatori milanesi, i registi saranno all’Auditorium San Fedele giovedì 22 maggio per un altro incontro con il pubblico.

“Il treno va a Mosca” è stato in gran parte realizzato utilizzando materiali di repertorio. È il racconto di una grande utopia e del suo fallimento attraverso la storia e le immagini filmate da un giovane barbiere comunista di Alfonsine (Ravenna) che nel 1957 realizzò il suo sogno di visitare l’Unione Sovietica. L’occasione fu la festa della gioventù all’insegna di “pace e amicizia” (e non a caso l’anno successivo ci fu a Mosca un boom di nascite) a Mosca.

Sauro Ravaglia, classe 1935, e due amici poco più grandi, Enzo Pasi e Luigi Pattuelli, vi arrivarono dopo un lungo viaggio in treno. Partiti con i loro filmati, e qualche spezzone d’epoca preso da altri archivi, Michele Manzolini e Federico Ferrone hanno realizzato un bel documentario, che non è solo di montaggio. In apertura ci sono estratti del documentario “Togliatti è ritornato” di Basilio Franchina e Carlo Lizzani, in chiusura le immagini dei funerali del “Migliore”, a creare un contesto intorno alle vicende di Sauro e aprire e chiudere un’epoca.

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