“Il marito invisibile”. Quando la videocall diventa una commedia

Teatro Sul palco Amelia Monti e Marina Massironi recitano sedute davanti al pc senza guardarsi in faccia. Il pubblico ride ma si chiede: c’era davvero da sorridere?

Se si voleva riprendere la stagione teatrale all’insegna di un’intelligente leggerezza e del sorriso (un sorriso amaro, però), così è stato al teatro Mignon di Tirano per il primo spettacolo del cartellone teatrale 2022-2023: “Il marito invisibile” scritto da Edoardo Erba e interpretato da Maria Amelia Monti e Marina Massironi, due attrici di sicura bravura e molto note anche in ambito televisivo e cinematografico. Il che, sicuramente, ha contribuito al sold out della prima serata.

Il finale spiazzante

Nello spettacolo, che potrebbe essere ambientato in tempo di lockdown anche se non viene esplicitato, due amiche - Fiamma donna sposata con un marito con cui il dialogo si limita «all’umido da buttare» e Lorella single con fallimenti amorosi alle spalle - si ritrovano in videocall. Inizialmente faticano a trovare l’intesa, parlano del più e del meno, e noi stessi spettatori lo percepiamo, fino al dunque: Lorella svela di essersi sposata, di nuovo.

Il marito ha, però, una «peculiarità», come la definisce lei: è invisibile, cioè «c’è ma non lo vedi», come la fede nuziale che la donna mostra in camera. Fiamma pensa che l’amica sia andata fuori di testa, visto il periodo non facile, cerca di aiutarla, alla fine litigano e attaccano. Succede, poi, l’inaspettato. Fiamma conosce in videocall questo fantomatico marito invisibile, Lukas norvegese, e se la intendono pure (esilarante la scena del sesso “invisibile” sulla sedia). Salvo poi che Lukas dalla casa di Lorella si trasferisce in quella di Fiamma che, alla fine, lo caccia pentita di aver tradito l’amica e, forse, un po’ anche il marito.

Il finale è, però, spiazzante: entrambe le amiche entrano in una dimensione nuova, diventano invisibili e ciò fa a loro conquistare un mondo dove tutto sembra più facile e bello. Il pubblico ride e si diverte, se ne esce dal teatro con il sorriso, ma poi ci ripensa e si chiede: ma c’era davvero da ridere?

Forse l’autore voleva dirci che rischiamo di diventare invisibili veramente, che le nostre relazioni stanno perdendo concretezza? Rimuginiamo un po’ su questo pensiero che non è, poi, così leggero. Massironi e Monti sono semplicemente eccezionali: recitano sedute davanti al proprio pc in posizioni diametralmente opposte sul palco guardando la telecamera che proietta il loro volto su un maxischermo sopra il palco. Non si vedono in faccia, ma si ascoltano e questo dovrebbe rendere ancor più difficile la conversazione, ma la loro complicità è tale che non ce se ne rende conto.

Le fuoriclasse Massironi e Monti

È proprio come se fossero una di fronte all’altra con quella mimica facciale e corporale e quelle espressioni vocali e gutturali incontenibili. E fra un quadro e l’altro, che sancisce una nuova videochiamata, il buio è per così dire mitigato dalle immagini dei social che scorrono sui cellulari. Dunque uno spettacolo innovativo dal punto di vista tecnologico che “cavalca l’onda”, potremmo dire, delle nuove esigenze comunicative dovute alla pandemia.

Unico peccato è che il grande schermo catalizzi troppo l’attenzione dello spettatore che, fra il seguire lo spettacolo guardando le “piccole” attrici sul palco o i loro volti proiettati in “grande”, forse, viene attirato dove è più comodo. Un teatro meno puro a livello concettuale, anche se è la bravura di Massironi e Monti a fare la differenza.

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