Il guardiano delle valli è un albero di castagno
Castello, l’opera è stata realizzata dal liceo artistico Amedeo Modigliani di Giussano, in particolare da una classe dell’indirizzo di arti figurative nel corso di discipline plastiche e scultoree

Il guardiano delle valli è un albero di castagno

Salvato dal taglio definitivo in una splendida radura a Castello Dell’Acqua

Al suo fianco sculture lignee di land art realizzate da una classe dell’artistico

Ora è il “Guardiano delle valli”, un albero di castagno, non più imponente com’era una volta, ma salvato dal taglio definitivo in seguito ad un’opera di coltivazione del bosco, in mezzo ad una splendida radura di Castello Dell’Acqua. La parte superiore della pianta era compromessa, ma lasciava scorgere linfa ancora vitale per circa tre metri a partire dalle radici. E, quindi, è stato tagliato a metà e, ora, come “sgherri” al suo servizio, ci sono sculture lignee tutte intorno.

È questa l’opera di land art – che mischia l’elemento naturale presente con sculture create con “pezzi” di bosco – realizzata nella zona del mulino a Castello Dell’Acqua, su commissione dell’amministrazione comunale, dal liceo artistico Amedeo Modigliani di Giussano, in particolare da una classe insolitamente composta di appena nove allievi dell’indirizzo di arti figurative nel corso di discipline plastiche e scultoree.

Un recupero intelligente di una porzione di territorio che coniuga rispetto dell’ambiente e rilancio artistico e culturale.

«Avevo in mente questa installazione e desideravo trovare chi volesse concretizzarla – spiega il vicesindaco, Renato Gregorini -. L’occasione è venuta da una ragazza che frequenta la nostra località per le vacanze estive e che ha proposto l’idea alla sua scuola di Giussano. Da qui è nata la collaborazione fra il Comune e il liceo all’interno dell’alternanza scuola-lavoro, che ha portato alla creazione del “Guardiano delle valli”. Lo inaugureremo a fine ottobre in occasione della “Sagra delle castagne”. Devo dire che la professoressa che ha seguito gli studenti, Cinzia Soverchia, è stata davvero bravissima».

Il lavoro di ideazione e poi pittorico e scultoreo ha riguardato la realizzazione, attorno al castagno, di una serie di scudi costruiti con fette di castagno, tagliate in segheria, e poi dipinte con disegni astratti o riferiti a situazioni della natura. «Credo che il risultato sia molto interessante – prosegue il vicesindaco – e che questa formula di collaborazione, ora che l’alternanza scuola-lavoro è diventata un must, possa essere replicata, magari ogni anno, toccando luoghi diversi del paese con interventi artistici».

Nella relazione redatta per il giornale “El nos paes”, Soverchia scrive: «Quando abbiamo visto il castagno al centro della radura siamo rimasti incantati dalla sua pacata imponenza, evidente, nonostante la necessaria menomazione. Un piccolo gigante, che osserva con paterna condiscendenza i compagni che gli stanno attorno quasi a suggerire una rispettosa distanza. Il sopralluogo ci ha consentito di conoscere questo paese situato tra le Prealpi orobiche valtellinesi e delimitato da un lato dall’Adda. Renato Gregorini è un entusiasta e innamorato promotore turistico, ma non ha avuto molto da faticare per convincerci delle straordinarie caratteristiche di questo posto. Non solo la diversità rispetto alla realtà cittadina nella quale siamo immersi regolarmente, ma l’atmosfera calma ed evocativa legata ad un mondo magico ed essenziale ci ha letteralmente incantati. Un mondo dalle qualità paesaggistiche e naturalistiche quasi integro, che ha saputo mantenere, anche dopo l’arrivo dell’industria e grazie ad una politica illuminata, le tracce di una percorso di vita legato ad un approccio sacrale alla terra. Siamo stati aiutati con squisita ospitalità e apertura a conoscere».

La classe ha dunque ragionato e disegnato. Ha prodotto nove progetti che sono stati proposti all’amministrazione comunale che ne ha scelto uno. «Abbiamo voluto utilizzare il castagno anche a costo di subire il carattere mobile del legno le cui modifiche abbiamo deciso di utilizzare a nostro vantaggio – prosegue la professoressa -. Si tratterà ora di inserire le staffe per la collocazione sugli alberi. La radura verrà munita di “tronchi-scudo” con sopra tracce grafico-pittoriche di elementi tratti dal mondo naturale. Il nostro “Guardiano delle valli ” svilupperà attraverso di essi un muto dialogo con i suoi compagni attorno. Gli scudi saranno timidi attestati del prolungamento della natura in uno spazio vocato alla magia».


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