Guerra in Palestina e i bambini uccisi
Maldoriente a teatro

Bianzone Serena Gatti in scena sabato al centro sportivo. Un monologo ispirato ai romanzi dell’architetto Amiry. II tema dei diritti, dell’identità e della condizione delle donne

Si avvicina la ricorrenza del Giorno della memoria per ricordare le vittime dell’Olocausto. Per dire: che non succeda mai più. Eppure fa male pensare che ancora oggi si parli di massacri, morti, nefandezze, di bambini innocenti morti per le guerre. Quanto sta succedendo nella Striscia di Gaza – e non solo lì - non può lasciare indifferenti.

Assopacepalestina e Il forno

Ecco che l’attrice Serena Gatti ne fa un racconto che pare divenire universale e che, sabato sarà ospitato al centro sportivo Omar e Pietro di Bianzone nello spettacolo “Maldoriente”. Organizzano la serata le associazioni Assopacepalestina e circolo culturale autogestito Il forno di Ponte in Valtellina.

“Maldoriente” è un monologo ispirato ai romanzi dell’architetto palestinese Suad Amiry, una scrittrice palestinese ormai nota al pubblico italiano, apprezzata per romanzi autobiografici dove emerge la vita quotidiana in Palestina. Stile tragicomico e linguaggio semplice per un racconto dove assurdo, ridicolo e violento si mescolano. Cercando un equilibrio tra la brutalità dei fatti e la delicatezza dell’argomento, “Maldoriente” racconta episodi di vita quotidiana in una realtà di conflitto, paradossali, ma reali, portando l’attenzione là dove i media non scrutano.

Epopea

La ricerca del documento di identità è il filo rosso che intreccia gli eventi: la protagonista compie un’epopea assurda per ottenere la propria carta di identità.

Il tema dell’identità riflette la questione palestinese e quella più generale dei diritti, della condizione femminile, della migrazione, del Mediterraneo, di cosa siamo come cittadini e persone. Le musiche e i canti di “Maldoriente” provengono dal bacino Mediterraneo come a ricostruire un ponte musicale e culturale tra Paesi molto vicini tra loro.

Il linguaggio usato è semplce e quotidiano, vengono narrati fatti comprensibili a tutti, l’obiettivo è dar vita a un’opera leggibile attraverso livelli diversi di profondità, per comunicare a un pubblico in vario modo informato o colto.

Far riflettere

«Intendo l’occasione di messa in scena come un momento di incontro. La priorità è portare un messaggio, destare un interesse, riattivare la riflessione della cittadinanza con lo strumento dell’arte teatrale», afferma Serena Gatti che ha espresso il desiderio di portare il suo lavoro anche in Valtellina.

Gatti nata a Pisa, laureata in Lettere all’Università di Pisa, dottoranda in Studi Teatrali all’Università di Bologna con una ricerca sulla relazione tra voce e movimento, è regista e performer, si è formata nell’ambito di Pontedera Teatro e con maestri riconosciuti a livello internazionale.

Lo spettacolo avrà inizio alle 20,30, ingresso al costo di 10 euro, ma per gli studenti e i pensionati il biglietto sarà di 5 euro. L’incasso della serata andrà in beneficenza all’organizzazione Pcrf impegnata nel dare soccorso medico ai bambini palestinesi. Per informazioni si può contattare [email protected].

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