Grande spettacolo, Rigoletto conquista  il Teatro Sociale
Ieri sera in scena un’altra grande opera italiana “popolare”, il Rigoletto (Foto by foto Gianatti)

Grande spettacolo, Rigoletto conquista

il Teatro Sociale

Sondrio: cast d’eccezione e applausi scroscianti. Azzeccata la scelta di un’opera così popolare. Questo pomeriggio alle 16 su il sipario per la replica.

Si è aperto ieri sera il sipario che ha inaugurato la nuova Stagione del Teatro Sociale di Sondrio. Un anno è passato dalla prima che aveva riaperto le porte del Teatro ai suoi cittadini. E in un anno tanta musica, tanto teatro e in generale tanti spettacoli hanno riempito di cultura la città di Sondrio. La musica di Rossini, compositore italiano, e in particolare della sua celebre opera “Il barbiere di Siviglia”, aveva, l’anno scorso, portato gran fortuna al Teatro. Continuando quindi in questa direzione ieri si è di nuovo optato per mandare in scena un’altra grande opera italiana “popolare”, il Rigoletto.

Vedendo il numero di persone che hanno lavorato per la messa in scena dello spettacolo (in replica oggi pomeriggio, a partire dalle ore 16) tornano alla mente le parole dell’assessore Marina Cotelli alla conferenza per la presentazione della Stagione e in particolare proprio della prima: «Un impegno poderoso per l’Amministrazione…». Certamente sarebbe più semplice e meno oneroso proporre altro, viene quasi spontaneo pensare. Ma già alla fine del primo atto, quando si esce a prendere un po’ d’aria e a sentire le prime impressioni del pubblico, nella testa rigirano le melodie dei passi più celebri appena ascoltati, i fotogrammi di quello che si è appena visto e così non puoi fare a meno di pensare che sempre l’assessore aveva ragione nel dire come «...l’opera, e una formazione specifica e diffusa del pubblico all’opera, dovessero essere riportate nella nostra città, dalla quale mancavano da oltre un quarantennio…», o ancora che «Rigoletto è un’opera autenticamente popolare, che fa strutturalmente parte del nostro orecchio musicale, e le cui arie risultano note anche a coloro che frequentano poco i teatri lirici…».


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