Faber , TRA POESIA  E IMPEGNO CIVILE
Fabrizio De Andrée Dori Ghezzi, la storiadi un grande amore (Foto by foto mondadori portfolio/angelo Deligio)

Faber , TRA POESIA

E IMPEGNO CIVILE

Sabato il Premio Manzoni alla Carriera a Fabrizio De André

Dori Ghezzi sarà a Lecco per raccontare il grande cantore del ’900

Sabato prossimo, 10 novembre, alle 21, all’auditorium del Palazzo del Commercio a Lecco, sarà assegnato a Fabrizio De André il Premio letterario Manzoni Città di Lecco alla carriera.

Sarà presente la moglie Dori Ghezzi, che riceverà il premio e soprattutto racconterà il grande cantautore genovese. L’ormai mitico Faber ha avuto questo premio alla carriera «per avere raccontato gli ultimi della terra con l’immensa forza della sua poesia in musica». Questa la motivazione con cui la giuria del premio Manzoni ha preso questa decisione, che sottolinea due aspetti fondamentali: il primo è il legame con Alessandro Manzoni, il secondo è che non si tratta di un premio alla memoria. Quello di quest’anno è un riconoscimento ad un cantautore e ad un poeta, che non vuole assolutamente essere un attestato a chi non c’è più, come ha ben precisato Eugenio Milani, presidente dell’Associazione 50&Più, che organizza il premio in collaborazione con Assocultura Confcommercio Lecco, il Centro Nazionale Studi Manzoniani e il Comune di Lecco.

«Fabrizio De André è tra noi ogni giorno. – ha detto Milani - La sua statura artistica ha varcato da molto tempo i confini italiani e noi abbiamo ritenuto che la sua arte, il suo impegno civile, il suo raccontare la storia nelle vite degli ultimi, lo inseriscano a pieno titolo nella tradizione di un riconoscimento dedicato a Manzoni. Si tratta di un premio alla carriera perché Fabrizio è ancora tra noi». In effetti, Fabrizio De André, in tutta la sua opera, ha voluto raccontare le storie degli emarginati, di quegli invisibili che trascinavano le loro esistenze «nei quartieri dove il sole del buon dio non dà i suoi raggi». E questi suoi personaggi hanno molto a che fare con gli umili del Manzoni, con cui De André è accomunato anche per la grande attenzione alla storia o, meglio, alla realtà. Scriveva lo stesso Faber: «C’è chi dice che quello di far sognare sia il compito di noi artisti: ma allora chi resta a raccontarci la realtà? Io non vendo sogni: i sogni si sognano, la realtà si racconta». Assegnare il premio alla carriera intitolato al Manzoni a Fabrizio De André non è dunque una bizzarria, né tanto meno una forzatura, caso mai è la conferma che la lezione manzoniana continua a dare frutti.

C’è, poi, un aspetto anche curioso che questo premio ci permette di ricordare. L’artista genovese, infatti, fu ospite della nostra città il 22 ottobre del 1968, nell’ambito degli incontri organizzati dal Centro di cultura, la cui anima era Giacomo De Santis. Quella serata fu l’ennesima conferma della difficoltà di De André di esibirsi in pubblico. Un aspetto della personalità dell’artista, che poi diventerà leggendario e che a Lecco trovò la sua convalida. Innanzitutto De André arrivò accompagnato da un altro cantante genovese, allora molto conosciuto, ovvero Michele. Con la canzone “Se mi vuoi lasciare”, Michele vinse un Cantagiro nei primi anni Sessanta ed era in quel periodo una vera celebrità. Era evidente che De André si fosse fatto accompagnare proprio da lui per trovare in qualche modo una spalla su cui poter contare.

Nonostante questo, De André non riuscì a cantare; fece ascoltare dei suoi dischi e li commentò con il pubblico. Eppure l’artista genovese aveva già inciso alcuni dei suoi capolavori ed erano già usciti i suoi primi 33 giri come “Tutto Fabrizio De André” (1966), ristampato due anni dopo con il titolo di “La canzone di Marinella”, seguito da “Volume I” (1967) e “Tutti morimmo a stento” (1968). Dunque, per i lecchesi si trattò di un incontro di grande suggestione reso ancora più singolare dalla timidezza mostrata dall’artista; un modo di porsi che non rientrava certo nei canoni dei celebri cantanti della nostra musica leggera. Ma De André non era un cantante qualsiasi ed in seguito lo dimostrerà anche ai più scettici. Tornando alla serata del 10 novembre, a raccontare Faber e a condividere con lui il premio, sarà Dori Ghezzi, la persona che ha percorso con lui il cammino della vita, in un sodalizio personale e artistico con pochi eguali. Con lei dialogherà il giornalista Vittorio Colombo, responsabile dell’edizione lecchese del nostro giornale che è anche media partner dell’evento. Sarà una serata di musica, immagini anche inedite e suggestioni: Fabrizio De André sarà presente con le sue canzoni, la sua voce, le immagini di una vita.


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