Della Fonte il direttore-scrittore  La sua Berbenno nell’ultimo libro
Lorenzo Della Fonte direttore d’orchestra ma anche ispirato scrittore

Della Fonte il direttore-scrittore

La sua Berbenno nell’ultimo libro

L’anima dell’Orchestra Fiati di Valtellina sarà sabato con “Chopin non va in guerra” alla biblioteca del paese

Lorenzo Della Fonte, solerte paladino della vis bandistica sinfonica con la sua “Orchestra Fiati della Valtellina” in giro per il mondo come acclarato direttore di nerbo e di alta professionalità, torna al mondo della letteratura.

Non vi è un solo angolo della Valtellina che non sia rischiarato dall’ebbrezza gioiosa della musica bandistica, quella d’autore, di cui Della Fonte è precipuo alfiere. Quindi, è stato facile per lui, quasi come respirare musica, dedicare il suo primo libro a “La Banda: orchestra del nuovo millennio” sulla storia della letteratura per fiati. Una fortunata pubblicazione giunta già alla sua seconda edizione. Facile penna, la sua, che guizza frizzante lungo la carta pentagrammata e sul foglio dell’ispirazione lirica. Ed ecco allora il suo primo romanzo di matrice storico-musicale, “L’infinita musica del vento”, che per il suo fluido magnetico narrativo si è imposto salendo sul podio nella sezione di Letteratura per il romanzo edito alla XXXIII edizione (2017) del Premio di Letteratura dell’Istituto Italiano di Cultura di Napoli. Francesco Maria Scala, il protagonista di questo romanzo, è veramente esistito, ed è stato il primo direttore ufficialmente riconosciuto dal Congresso USA della prestigiosa Banda dei Marines americani.

Una storia tra realtà e fantasia, come ama fare il Direttore dell’Orchestra Fiati della Valtellina”, che ci ha preso poi gusto realizzando un sogno nel cassetto che si apre all’improvviso con la sua ultima opera “Chopin non va in guerra” per la levigata edizione dell’editrice Elliot di Roma. Un romanzo che si beve tutto d’un fiato .

L’anteprima della presentazione nella Sala “Ghisla” di Colico, prevista in un primo momento al Forte di Montecchio, nella zona di Fuentes, perfetta ambientazione del romanzo, ha visto un folto uditorio che ha a lungo applaudito la stentorea introduzione musicale dell’”Orchestra Fiati di Valtellina” diretta dallo stesso Della Fonte, che ha eseguito musiche di Rossini, Haydn, Beethoven, Vaughan Williams, Part e Kurka.

Ma il piatto forte se lo giocherà sabato 23 settembre nella sala della biblioteca alle 21 la sua Berbenno, dove Della Fonte, tra la sua gente, presenterà ufficialmente il suo nuovo romanzo, segnalato tra l’altro al Premio Calvino 2016 e nelle edicole da domani, che sarà introdotto da Donatella Quadrio. Grande emozione certamente la rievocazione storica di alcune vicende legate a Monastero, alla Festa di San Bello, all’inebriante Maroggia, ma anche quel sussurro silenzioso e leggendario, che a Berbenno passa di bocca in bocca, di nonna in nipote, delle tenere fiammelle nella zona del cimitero, un fenomeno esoterico da tanti liquidato sbrigativamente come una semplice questione di fuochi fatui. Su tutto l’energia vitale della grande musica che irrompe nella narrazione con tutta la sua seduzione. Sarà lo stesso autore sabato prossimo ad entrare tra le pieghe nascoste della narrazione che affonda le radici nel suo albero genealogico legato originariamente a Dongo e poi indissolubilmente a Monastero per una vasta discendenza legata a musicisti e panettieri. E scrittori. Una sorta di “Guerra e Pace” tra l’Adamello e lo Stelvio, tra la Valchiavenna e l’Alto Lario, nel gelido inverno del 1918, firmato dal multiforme ingegno di Della Fonte. Prossime tappe di promozione del romanzo, quella del 18 ottobre a Tirano, e quella del 20 ottobre a Dongo.


© RIPRODUZIONE RISERVATA