Declinazioni dell’identità, un concetto che si fa in 4
Particolare di una fotografia di Enrico Bedolo

Declinazioni dell’identità, un concetto che si fa in 4

E quattro sono gli artisti - e le sale, una per ognuno - al Mvsa di Sondrio. Fotografie e videoperformance dedicate a corpo, ricordo, società, territorio.

Cosa si intende per identità? Un concetto non facile da spiegare, visto che la nostra stessa identità pare in un continuo processo di ridefinizione, soprattutto in un’epoca come quella attuale, caratterizzata dalla presenza di società multiculturali e in un contesto che moltiplica le occasioni di incontro e di confronto con culture, luoghi e identità diverse.

Una risposta o una proposta a questa domanda verrà offerta dalla mostra “Stato d’identità. Corpo, ricordo, società, territorio” che sarà inaugurata venerdì alle 18 al Museo valtellinese di storia e arte di Sondrio e che vedrà protagonisti 19 lavori di quattro artisti contemporanei: Tommaso Mori, Ambra Tonini, Enrico Bedolo, Nicola Fornoni. Le opere selezionate comprendono fotografie, video e video-performance ed esplorano la capacità dei quattro artisti di veicolare, attraverso il linguaggio artistico, un personale stato d’identità, che non per forza è riconducibile a ciò che è comunemente associato al concetto stesso di identità.

La mostra – promossa con la collaborazione del Mvsa e del Comune - costituisce la concretizzazione della tesi di diploma accademico di II livello della curatrice dell’esposizione, Marta Scherini, studentessa del biennio specialistico di Comunicazione e Didattica dell’Arte all’Accademia di Belle Arti “SantaGiulia” di Brescia.

Con la supervisione del relatore di tesi, Paolo Sacchini, Scherini ha individuato i quattro artisti, le cui opere si prestano efficacemente a raccontare le diverse declinazioni che l’identità può assumere. Essendo, infatti, un tema molto ampio e con diversi risvolti nel campo della storia dell’arte, l’identità può essere letta sotto molteplici punti di vista e quindi interpretata con mezzi e tecniche davvero molto differenti tra loro.

«Le opere si articolano in un percorso in quattro sale, una per ogni artista – afferma Scherini -, e rappresentano altrettanti specifici aspetti dell’identità. In particolare la mostra si apre con un’analisi dell’identità sociologica, a cui seguono l’identità come vissuto psicologico, come territorio e, infine, come corporeità. Con questa divisione si vuole delineare lo sviluppo dell’identità di ogni individuo che, infatti, si pone nella società a lui contemporanea per cambiare con questa».

«Si può concludere che l’identità viene esposta attraverso due filoni tematici che non sono divisi ma, al contrario, si contaminano a vicenda - continua la curatrice della mostra - Da una parte viene preso in considerazione l’uomo come singolo individuo, con opere che raccontano l’identità intesa come vissuto psicologico e come corporeità, sottolineando il divenire dell’identità stessa sulla base della memoria di ogni individuo e sul cambiamento del suo corpo; dall’altra, invece, emerge l’uomo “individuale” che si inserisce nella società, analizzando l’identità dal punto di vista del territorio (e quindi come creazione dell’individuo a partire dalla storia e dalla cultura di un luogo specifico) e della società (intesa come vissuto sociale – e sociologico – di ogni individuo che si inserisce in una società in continuo cambiamento)».

La mostra, con ingresso libero, è aperta fino al 3 marzo da martedì a domenica dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18, festivi 15-18.


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