Campodolcino rende omaggio ad Aligi Sassu
Mostra su Aligi Sassu (Foto by archivio)

Campodolcino rende omaggio ad Aligi Sassu

Da domani fino al 15 agosto il museo della Via Spluga e della Val San Giacomo ospita l’attesa esposizione.

Aligi Sassu torna a Campodolcino. Mostra personale per il grande artista scomparso nel 2000 e legatissimo alla Vallespluga. In questi giorni il museo della Via Spluga e della Val San Giacomo Muvis ha annunciato le date dell’esposizione delle opere dell’artista di origini sarde. La mostra sarà aperta al Muvis da domani al 18 agosto. Una mostra a ingresso libero che si potrà visitare durante gli orari di apertura del centro della frazione Corti. Per quanto riguarda il vernissage, l’appuntamento è per domani alle 16 al Muvis. Durante la cerimonia sarà posata una targa in onore di Sassu. Al termine sarà offerto un aperitivo. Per i valchiavennaschi meno giovani il nome di Sassu ha pochi segreti, essendo stato protagonista di una mostra poco dopo la sua scomparsa.

Nato a Milano nel 1912 da madre di Parma e padre sassarese, Sassu esordì sulla grande scena alla biennale di Venezia del 1928 grazie all’incontro con il fondatore del futurismo Filippo Tommaso Marinetti. Antifascista e simpatizzante dei repubblicani nella guerra civile spagnola, venne accusato di complotto e incarcerato a Regina Coeli nel 1934. Venne graziato, ma tenuto sotto osservazione nel 1938. Dopo la Liberazione partecipò alla rinascita della vita artistica italiana con esposizioni e partecipazioni alla biennale. Incontrò Picasso e nel 1963 iniziò il suo periodo spagnolo. Durante gli anni ‘60 espose a Monza, Cagliari, Bucarest. Viaggiando fra Maiorca e l’Italia collaborò nel 1973 ai Vespri siciliani per la riapertura del Teatro Regio di Torino. In Vaticano gli venne dedicata una sala nella Galleria dell’Arte moderna.

Tre anni dopo realizzò due mosaici per la parrocchia di Sant’Andrea a Pescara e l’anno successivo espose le sue opere a Rotterdam, Toronto e Maiorca. È del 1984 una prima mostra antologica a Ferrara a Palazzo dei Diamanti, in seguito a Roma a Castel Sant’Angelo, a cui seguì quella di Milano a Palazzo Reale. Successivamente vennero allestite mostre a Siviglia, in Germania, a Madrid, a Toronto, Montreal e Ottawa. Nel 1986 espose a Palma di Maiorca, alla Quadriennale di Roma, alla Triennale di Milano e alla Casa del Mantegna a Mantova e Monaco di Baviera.

Sassu iniziò a frequentare Campodolcino con i genitori alla fine degli anni Venti in estate e vi si rifugiò nel ’43 con la moglie Fernanda e la figlia Maria Antonietta, che vi morì a soli 3 anni per un’improvvisa meningite rimanendo fino al 1974 sepolta al cimitero di Chiavenna nella tomba di famiglia dei Rota, amici dell’artista. Al paesaggio della Val del Liro e di Campodocino in particolare, sono dedicati un gruppo di tele e acquerelli, dipinti a partire dal 1929.


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