Arriva “Il mercante di Venezia”
Debiti, rivalità e sete di vendetta

Al Teatro Sociale Lunedì l’allestimento del classico Shakespeariano firmato da Paolo Valerio. Pièce interpretata dalla compagnia d’attori capeggiata da Branciaroli nel ruolo di Shylock

Arriva “Il mercante di Venezia” Debiti, rivalità e sete di vendetta
Lo spettacolo Il mercante di Venezia

«Un classico è un libro che non ha mai finito di dire quel che ha da dire», sosteneva Italo Calvino.

E per “Il mercante di Venezia” di William Shakespeare lo si può ben dire, visto che dalla prima rappresentazione nel 1598 continua ad essere un testo amato e portato in scena da compagnie di tutto il mondo.

Lunedì 28 novembre, al Teatro Sociale di Sondrio, alle 20,45 verrà ospitato per l’appunto un nuovo e raffinato allestimento firmato da Paolo Valerio interpretato dalla compagnia d’attori capeggiata da Franco Branciaroli nel ruolo di Shylock.

«For sport», per sport. Shylock dice così, nel momento cruciale del primo atto del “Mercante di Venezia”, rivolgendosi ad Antonio: «Firmatemi il vostro contratto, con la clausola (è solo per sport) che se non mi rimborsate nel tale giorno e nel tale luogo la tale somma, la penale sarà stabilita in una libbra precisa della vostra bianca carne».

La libbra di carne

Quindi «è un gioco, uno scherzo, una bagatella- scrive nelle note di regia Valerio -. Tutta questa storia di una libbra di carne è solo il divertimento di un ricco ebreo che vuole farsi beffa di un mercante tanto arrogante quanto malinconico. Dietro a questo “sport”, a questa ignobile beffa, c’è una storia di vendetta, di denaro, di tradimenti, di emarginazione. E carne e sangue: Shylock ne è ossessionato. C’è sempre qualcosa di potentemente fisico a caratterizzare la figura di Shylock: un forte rapporto con la materia, con il corpo, con ciò che è divorabile… “sazierò l’antico rancore” è una delle prime asserzioni dell’ebreo».

Un verbo non scelto a caso, in una battuta che pone subito in luce il tema fondante della vendetta contro una società che esclude chi le è estraneo. Sono infatti odio e spirito di vendetta - per gli sputi subiti, per gli insulti di Antonio che lo paragona a un cane rabbioso, per il suo opporsi all’usura - a suggerire a Shylock la crudele obbligazione per il prestito al mercante, la famosa libbra di carne: «Lui odia il nostro sacro popolo e inveisce contro di noi e io odio lui perché è un cristiano», dice infatti l’ebreo, dichiarando chiaramente lo scenario di un’aperta lotta fra religioni, fra culture. Di contro, ogni battuta di Antonio adduce ad una vocazione al martirio.

I biglietti

«Nell’iconografia dello spettacolo abbiamo accolto quest’ispirazione ed Antonio durante il processo appare in effetti “crocifisso”, a petto nudo e braccia aperte, in attesa della lama di Shylock – prosegue il regista -. Appena l’intervento del giovane avvocato salva la vita di Antonio e condanna Shylock, il mercante però rovescia la violenza dell’ebreo in una violenza altrettanto brutale chiedendo per lui la forzata conversione al cristianesimo. Da una parte, allora, c’è il cruento cannibalismo di Shylock e dall’altra, apparentemente, un martire cristiano: però questo cristiano, appena scende dalla sua croce, come prima azione obbliga l’ebreo alla conversione, imponendogli di fatto il corpo di Cristo».

I biglietti, con prezzi a partire da 16 euro, possono essere acquistati on line sul sito di visitasondrio oppure alle biglietterie del Mvsa da martedì a domenica dalle 10 alle 12,30 e dalle 14 alle 17,30 e di Cast a castello Masegra da giovedì a domenica dalle 10 alle 12,30 e dalle 14 alle 17.30.

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