Al “Contea di Bormio”  tre primi posti
La giuria e i premiati della quarta edizione del premio letterario Contea di Bormio

Al “Contea di Bormio” tre primi posti

Ex aequo per il romanzo storico di Maura Maffei, il diario di Milli Martinelli e il thriller di Andrea Quintili . Premi ai quattro della sezione giovani e un “grazie” speciale all’organizzatrice Paola Romerio Bonazzi del Rotary.

Un romanzo storico per ricordare l’affondamento dell’Arandora Star durante la Seconda Guerra Mondiale; un diario, “Con gli occhi della madre”, che - intrecciando diversi generi - racconta il rapporto non sempre facile tra una madre (l’autrice Milly Martinelli) e una figlia dagli “astratti fuori” (la filosofa Robertina De Monticelli); un thriller, “Un passato perfetto” di Andrea Quintili, “sapientemente costruito nei tempi e nella tensione emotiva”: sono tre i vincitori ex aequo del quarto premio letterario Contea di Bormio, organizzato e coordinato anche quest’anno dalla rotariana Paola Romerio Bonazzi, di recente insignita del “Paul Harris Fellow” per il suo costante impegno a favore della cultura. A lei sono stati destinati ieri gli applausi più sentiti durante la premiazione nella bella cornice dei Bagni Nuovi. «Grazie Paola – hanno convenuto sia la presidente in carica Silvia Cavazzi che l’incoming Claudia Biondi – per la tenacia con cui da quattro anni coordini la Milanesiana e per questo concorso letterario che, in poche edizioni, ha saputo imporsi nel panorama italiano richiamando un numero crescente di partecipanti».

Gli inediti in concorso sono stati in effetti una novantina. Diversi per tema e per genere – il premio non pone infatti vincoli alla creatività – hanno convinto la giuria d’esperti formata da: Alessandro Bernardi, professore di diritto all’università di Ferrara, lo scrittore Andrea Vitali (assente ieri per impegni a Lugano), l’agente letterario Benedetta Centovalli, la scrittrice Donatella D’Antri, l’antropologa Maria Valentina Casa, la giornalista Roberta Cervi e, quale padrona di casa, Paola Romerio Bonazzi.

«Dedico questa vittoria – ha detto commossa Maura Maffei, autrice del romanzo storico “Quel che abisso tace” – al cugino di mia madre, corrispondente dal Regno Unito, che arrestato allo scoppio della guerra mentre si trovava per lavoro in Inghilterra, fu spedito in Canada sull’Arandora Star e trovò la morte in mare il 2 luglio del 1940 insieme ad altri 445 altri italiani. Il mio scritto vuole ricordare che anche nelle tragedie più terribili, come la guerra, l’uomo sa dare prova della sua grandezza, attraverso la solidarietà».

Ritirando il premio per conto della mamma, scomparsa la scorsa estate, Robertina De Monticelli ha voluto ricordare come il lavoro di revisione al diario condotto a quattro mani con Milly negli ultimi “dolorosi ma dolcissimi” suoi mesi di vita sia stato l’occasione per ricucire il filo dei ricordi e il senso di due vite speciali. «Invito tutti a leggere “Russia: l’ultimo inganno”, un vecchio libro di mia mamma, di recente ripubblicato. Vi ritroverete – l’invito della filosofa - quel fondo gogoliano di umorismo e religiosità da cui nasce “Con gli occhi della madre”».

Un grazie speciale al Rotary quello di Andrea Quintili, vincitore anche in una passata edizione con “Tre. Ognuno ha i suoi fantasmi”, giallo che - grazie alla vetrina del concorso – ha ottenuto la pubblicazione.

Accanto alla rosa degli adulti, sono stati premiati tutti e quattro gli autori della sezione giovani, ossia Alessia Giorgetti, Leonardo Granata, Maria Giacomelli e la scuola dell’infanzia “Grazia Deledda” di Bologna, che ha partecipato con un lavoro collettivo realizzato da 25 bambini che, giocando con le lettere, hanno scritto un brano molto intenso. Nel segno di un’apertura ai giovani va anche la novità annunciata per il 2020. Il Rotary Bormio Contea stringerà infatti una collaborazione con l’istituto superiore Alberti, dove sarà creato un gruppo di lettura a cui sarà chiesto di giudicare il miglior inedito della quinta edizione. Sarà un’occasione per sondare i gusti dei giovani, ma anche per spronarli alla lettura e, in seguito, alla scrittura, così che possano un giorno fare proprie le parole ricordate ieri da Roberta Bellesini con cui il marito Giorgio Faletti rispondeva ai giornalisti che gli chiedevano spiegazioni in merito al suo esordio tardivo alla narrativa: “Dopo aver letto tanto ho sentito il bisogno di scrivere il libro che avrei voluto leggere”.


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