Mercoledì 24 Febbraio 2010

Questa politica che distrugge quel che tocca

Nella Protezione Civile, nella Croce Rossa e nelle associazioni in genere ci sono maggioranze silenziose di volontari e onesti dipendenti che, con dedizione, rischiano la vita per salvare quella di sconosciuti. Poi sono arrivati i commissari di estrazione politica e lo "spirito" per cui sono nate queste istituzioni si è perso per strada, tanto che si è pensato anche di trasformarle in Spa; per fortuna un progetto fallito. La politica vede questi enti come grossi contenitori di potere, li sottopone a frequenti ribaltoni ogni qualvolta cambia il colore politico al governo e comandano le tessere di partito. Nel bel Paese si è riusciti a fare di enti pubblici dei campi per giochi di potere della politica, che nomina i Commissari nella logica di lottizzazione; personaggi che usano l'istituzione per fare il salto in politica.
L'interesse della politica è comprensibile, migliaia di soci, volontari, dipendenti, sono un bacino importante di voti. Ma quando viene scoperto qualcosa che non funziona, invece di  far pulizia dei personaggi "inquisiti", ci si lancia con "stime personali" fuori luogo, almeno fino a quando chi di dovere non ha chiarito le posizioni. Una Protezione Civile che si occupa dell'organizzazione del G8, dei mondiali di ciclismo, di nuoto, dell'Expo 2015 e non fa nulla nella prevenzione del disastrato territorio Italiano, ha qualcosa di malato, che rischia di contagiare il tanto di buono che ha fatto.

Silvio Canova


La politica più deteriore, qual è quella che stiamo conoscendo da qualche anno, dovunque si insinui fa strame di ogni valore e distrugge uomini e cose. E' una politica ormai inquinata dal potere pervasivo del denaro: abbiamo delegato a rappresentarci una razza predatrice che, salvo rare eccezioni, non ha più alcun ritegno e si preoccupa soltanto di perpetuare il proprio status di privilegi, con contorno di ruberie, e di garantirsi l'impunità. Quello che sta emergendo in questi giorni è un quadro desolante: infiltrazioni mafiose, corruzione ed evasione fiscale sono vere emergenze nazionali; poi c'è la crisi, che solo adesso comincia a mordere. Chi resta senza lavoro sale sulle gru o sui tetti, chi ce l'ha ancora teme di perderlo: le tensioni sociali fanno da detonatore in un contesto ormai privo di regole. Altro che peggio alle spalle: siamo soltanto all'inizio di un ciclo negativo destinato a durare anni. Qualcuno ha detto che da questa crisi saremmo usciti "diversi". Ebbene, quel "diversi" era un eufemismo. Significava più poveri, più deboli, più diseguali. In una parola: peggiori. Ma non c'è alternativa: dobbiamo tornare a votare, turandoci il naso e cercando di scegliere il meglio. Pardon: il meno peggio.

Pier Angelo Marengo

p.marengo

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