Giovedì 28 Gennaio 2010

L’Inter del derby e quella (brutta) dei complotti


È davvero sorprendente il comportamento dell’Inter dopo il successo contro il Milan. Invece d’essere fieri di quanto ottenuto sul campo, l’allenatore, l’amministratore delegato e il presidente hanno intonato la lagna del complotto: ce l’hanno tutti con loro, il calcio congiura per far perdere l’Inter. Ho la sensazione che l’Inter soffra di un inguaribile complesso di inferiorità: forse le pesano gli scudetti vinti per decreto o per mancanza di avversari finiti in serie B. All’estero si sganasciano, e ci aspettano in Champions League per farci la festa: chissà se anche lì, in Europa, è già pronto il complotto anti-Inter?
 
Giovanni Vanetti


Premetto, anche se qualcuno dei nostri lettori credo lo sappia già, che sono juventino. Dunque di parte, quindi attendibile fino a un certo punto. Specie di questi tempi, in cui gli juventini han vergogna di farsi vedere in giro. Però le do ragione. Fortemente ragione. Il vittimismo dell’Inter - della società più che dei tifosi: e questo è davvero singolare - mi pare ridicolo più che irritante. Hanno strameritato di vincere il derby, idem a proposito dell’ultimo scudetto: sono con tutta evidenza la squadra più forte d’Italia, glielo riconosce la concorrenza, perché mai passano il tempo a lamentarsi? Fra l’altro, lanciare accuse di congiura fa levare difese d’ufficio che creano imbarazzo: che dire, per esempio e giusto a proposito di Inter-Milan, dell’impunito rigore di Maicon? Dell’impunito rigore di Quaresma su Yepes in Chievo-Inter? Dell’impunito rigore di Samuel su Chiellini in Juve-Inter? Dell’impunito rigore di Samuel, ancora lui, su Gilardino in Inter-Fiorentina? Eccetera. Ulteriori episodi a vantaggio della squadra di Mourinho non mancano. Ma nessun avversario ha parlato e parla di complotto. Le partite son piene di circostanze favorevoli e contrarie, d’incapacità e d’errori: lo si dovrebbe capire sempre, lo si dovrebbe capire soprattutto quando si vince. E invece l’Inter ha perduto un’occasione per portare beneficio a se stessa e allo sport. Il risultato è che s’è tirata addosso gratuite antipatie, ha costretto il vicepresidente della Federcalcio a censurarla, ha indotto la giustizia del pallone ad aprire un’inchiesta, ha fatto dimenticare la straordinaria partita giocata sul campo lasciando nella memoria collettiva solo il ricordo delle astiose polemiche dell’altra partita, quella giocata fuori del campo. Se questa è una strategia, Moratti dovrebbe cacciar via Mourinho che l’ha ispirata. Se non lo è, lo dovrebbe cacciare egualmente: perché teorizza a insaputa del club qualcosa da cui il club viene danneggiato.

Max Lodi

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