Sabato 16 Gennaio 2010

Zenone, il veleno e le tasse


Corri, Achille, corri che ti passa! In questo mese, poi, consumerai i tuoi già malandati talloni, tra bolli, bollettini, tasse varie affinerai il tuo sprint e con costanza e metodo ti tramuterai in un rivale di Filippide! Bei paradossi, bravo Angelini, mentre rifletto sul suo editoriale, aggiungo alla discreta pila da evadere entro fine mese, le ultime new -entry: canone Rai, ass.casalinghe, e vai! E penso ai tanti Achille, formichine impazzite, che si sbattono per far quadrare i bilanci familiari.
Quanta fretta, ma dove corri, dove vai, i migliori in questo campo siamo noi, di noi ti puoi fidar, Achille! Le promesse dei politici, sono come i sogni di Montanelli, muoiono all’alba, e il giorno dopo non c’è più traccia, ormai siamo vaccinati, almeno un poco di dignità, signori.
Incuriosito dai pensieri di Zenone, me li sono riletti, e trovo che il terzo paradosso, oltre che come filosofo, lo incoroni  come profeta: la freccia, egli sostiene, appare in movimento, in realtà è immobile, occupa in ogni istante lo spazio pari alla sua lunghezza, e poiché il tempo è fatto di singoli istanti, essa sarà immobile in ognuno di essi.
Come chiamiamo questa freccia avvelenata, in Italia, caro Angelini?

Luca Cattaneo
Cantù

Acuto come sempre, caro Cattaneo,. Come chiamiamo la freccia?Illusione, forse. Illusione che le cose possano cambiare quando, in realtà, restano uguali perché la nostra politica, nonostante le etichette sempre diverse e qualche protagonista in apparenza nuovo, ma nella sostanza vecchio, non muta mai. La vicenda delle tasse, in fondo, è solo un paradigma di questa situazione che ormai non possiamo più neppure chiamare paradossale, visto che da Zenone a oggi sono passati duemila e trecento anni. Caso mai il dubbio resta sul veleno. Forse l’abilità dei nostri politici sta nell’inculcarlo a dosi omeopatiche in modo che ci possiamo assuefare ad esso senza cercare gli antidoti da utilizzare al momento della chiamata in cabina e senza che esso rischi di ucciderci. Perché si sa che la regola è sempre quella di non ammazzare chi si deve tosare. Perciò mettiamoci pazientemente in fila per onorare le scadenze di gennaio, compreso quel canone Rai aumentato che qualcuno, ora al governo, in altri tempi incitava ad evadere. Saluti.

Francesco Angelini

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