Giovedì 30 Aprile 2009

Toscana, imprese cinesi illegali: evasi 75 mln, 110 denunce Gdf

Roma, 30 apr. (Apcom) - Nuova maxi operazione dei finanzieri in Toscana, contro le imprese cinesi illegali. Nelle province di Firenze, Prato, Lucca e Pistoia sono stati individuati 58 lavoratori in nero e 45 immigrati clandestini, denunciati titolari 110 ditte per violazioni alla sicurezza sul lavoro, frode in commercio, contraffazione di marchi, sicurezza prodotti, frode fiscale, contrabbando. Le fiamme gialle hanno sequestrato 930mila prodotti e tre capannoni. Contestate evasioni fiscali per oltre 75 milioni di euro. Oltre 220 finanzieri impiegati nell'operazione. Tutti gli interventi hanno avuto come filo conduttore gli illeciti comportamenti delle aziende cinesi per conseguire vantaggi sulle due componenti fondamentali del valore di un prodotto: costo della manodopera e costo della materie prime e/o dei prodotti semilavorati. "Mi compiaccio con la guardia di finanza - ha detto il prefetto Andrea De Martino - per la brillante operazione che ha consentito di scoprire un vasto sistema economico illegale condotto da imprese cinesi. Ancora una volta l'opera della Finanza si rivela preziosa per la capacità di colpire al cuore un sistema d'illegalità economica in grado di indebolire, soprattutto nell'attuale fase di crisi economica, fortemente il tessuto produttivo locale ed in particolare quei settori maggiormente esposti alla concorrenza illecita dei cinesi". E' il caso del comparto pelletteria che, secondo Confindustria, nei primi tre mesi del 2009, ha subito un calo di circa il 30% degli ordini, del 20% del fatturato ed un aumento del 98% della cassa integrazione. "Queste operazioni - ha concluso De Martino - sono anche il frutto di una particolare sensibilità delle istituzioni sul tema della criminalità economica che, non a caso, all'inizio di quest'anno, nel corso della conferenza regionale sulla sicurezza, è stato individuato tra gli obiettivi prioritari su cui concentrare l'impegno delle forze di polizia".

Red/Gtz

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