Domenica 25 Gennaio 2009

Scuola; Unicobas: 12 febbraio blocco scrutini e il 13 sciopero

Roma, 25 gen. (Apcom) - Scioperi e disservizi in vista per il mondo della scuola: giovedì 12 è previsto il blocco degli scrutini e della consegna delle pagelle, il giorno dopo, venerdì 13, si svolgerà lo sciopero nazionale. Ad indire la protesta è stato il segretario nazionale dell'Unicobas, Stefano d'Errico, che in tal modo intende far conoscere al governo il disappunto dei lavoratori per il recente rinnovo contrattuale (definito "vergognoso" per i circa 80 euro lordi di aumento che non coprono nemmeno l'inflazione) e i forti tagli inclusi nella riforma Gelmini. L'Unicobas chiamerà a raccolta i propri iscritti venerdì 13 davanti al Ministero dell'Istruzione a partire dalle 9,30. Il giorno precedente il sindacato attuerà anche il blocco degli scrutini e della consegna delle schede di valutazione. La protesta in piazza coincide con quella annunciata ieri dalla Cgil con protagonisti tutti i lavoratori pubblici, insieme con quelli del settore metalmeccanico (il cui corteo partirà sempre a Roma ma a piazza S. Giovanni). Ancora non è chiaro, tuttavia, se il comparto scuola della Cgil - sceso in piazza già lo scorso 13 dicembre - aderirà all'iniziativa. Secondo il leader Unicobas Stefano D'errico quella del sindacato di Epifani "è una posizione imbarazzante: proprio in questi giorni - sostiene il leader Unicobas - sono giunte nelle scuole le indicazioni del Miur per la formazione degli organici a seguito dei regolamenti attuativi della legge Gelmini concordati con l'inqualificabile accordo dell'11 dicembre scorso". Secondo D'errico "la Cgil non ha sottoscritto il contratto scuola, ha purtroppo accettato l'accordo sulla sequenza contrattuale con il governo Prodi, lasciando che nella vecchia legge finanziaria non ci fosse nulla per l'anno scorso. Detto ciò condividiamo comunque il giudizio negativo sul contratto: 7 euro di vacanza contrattuale per il 2008 e 70 (sempre lordi) alla fine del 2009". E tutto ciò in una prospettiva di tagli che fra superiori e medie porterà una riduzione di altre 80.000 cattedre in 6 anni, che andranno ad aggiungersi alle 87.500 eliminate nella primaria. Inutile ogni commento", conclude il sindacalista.

Cep

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