Giovedì 30 Aprile 2009

Maxi sequestro cocaina in Liguria: 250 kg destinati a Salerno

Roma, 30 apr. (Apcom) - Maxi sequestro di cocaina da parte della guardia di finanza di Napoli in Liguria, a Vado Ligure. Nascosti all'interno di tronchi di piante tropicali provenienti dal Sud America, le fiamme gialle hanno trovato 250 chili di droga, del valore di 165 milioni di euro, contenuta in 220 panetti. Arrestati, stamani, sei membri di un'organizzazione partenopea che aveva stretti contatti con i narcos colombiani. Gli arrestati sono cinque napoletani e un paraguaiano. La droga era destinata al porto di Salerno. Si tratta del più grande sequestro di cocaina in Italia del 2009. Il 28 agosto scorso, nell'ambito della stessa indagine, gli uomini del Gico di Napoli avevano sequestrato nel porto di Vado Ligure 478 chili di cocaina, nascosti in mobili artigianali all'interno di tre container. Complessivamente, nelle due operazioni, sono stati sequestrati 728 chili di droga. Il gruppo di trafficanti fa capo ad Arturo Luglietto, 50enne di Somma Vesuviana, ma residente dal settembre 2006 in Paraguay, ad Asuncion, figlio del defunto Giovanni Luglietto che ospitò nella residenza in Paraguay l'allora latitante Mario Fabbrocino. Con lui, unico referente del cartello sudamericano fornitore della droga, sono stati arrestati Raffaele Iacomino, 51enne di Ercolano, Francesco Longobardi, 32enne di Gragnano, Vincenza Iovino, 77enne di Somma Vesuviana, madre di Arturo, Davide Luglietto, 18enne di Pompei e Hernando Solis Ortiz, alias 'Nani', paraguaiano. Arturo Luglietto, secondo le risultanze delle indagini coordinate dalla Dda di Napoli, era ben inserito nel tessuto commerciale sudamericano. Disponeva di società di export di piante in Italia e in Sud America. Questo gli consentiva di importare la droga, con la complicità di uno spedizioniere doganale (Raffaele Iacomino) che veniva pagato con i proventi del traffico per evitare che i containers con la droga fossero ispezionati al porto di Salerno. Il sequestro è stato eseguito martedì 28 aprile. Luglietto, dimorante in Paraguay quasi stabilmente, commerciava piante in Italia tramite la propria ditta individuale gestita da sua madre Vincenza Iovino. Era in stretti contatti con un locale cartello colombiano interessato a esportare cocaina in Campania attraverso regolari canali commerciali. I suoi principali referenti erano Claudio Fabian Astorga e Hernando Solis Ortiz. I due erano utilizzati da Luglietto per seguire i vari passaggi della droga fino ai porti sudamericani di imbarco dei container. Raffaele Iacomino curava invece in Campania il percorso dei container dall'arrivo al porto fino ai luoghi di recupero della droga nascosta. Dopo il sequestro del 28 agosto 2008, la guardia di finanza ha tenuto sotto controllo i movimenti degli arrestati. La svolta è arrivata nei giorni scorsi. Attraverso intercettazioni telefoniche per la ricerca dei componenti della banda si è avuta notizia di un ulteriore carico di coca in arrivo in Italia. Per l'affare, Luglietto ha reclutato al costo di un milione di euro Francesco Longobardi, titolare della ditta Master Garden, a S.Maria La Carità, nel napoletano. Puntualmente, i container sono giunti al porto di Vado Ligure, nel savonese, martedì mattina. I finanzieri, allertati, li hanno ispezionati e perquisiti. E, all'interno di una pianta tropicale di Palo Borrachos, hanno trovato, nascosti nella cavità centrale del grosso tronco lungo circa 4 metri, i 220 panetti di cocaina purissima, che sono stati estratti dalla base dopo aver smosso la terra, che fungeva da tappo di sicurezza.

Gtz

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