Mercoledì 22 Aprile 2009

Fmi; Italia, due anni recessione con Eurolandia -4,4% Pil 2009

Roma, 22 apr. (Apcom) - L'Italia, insieme alla maggior parte di Eurolandia, dopo un 2009 di profonda recessione non riuscirà a recuperare una crescita positiva nemmeno nel 2010 con un fortissimo appesantimento dei conti pubblici e del debito. E' il verdetto che emerge dal World Economic Outlook del Fondo Monetario Internazionale, pubblicato oggi, che segnala tra i grandi Paesi dell'area Euro l'unica notevole eccezione della Francia, che l'anno prossimo registrerà una crescita positiva. Secondo l'istituzione di Washington quest'anno l'Italia registrerà un calo del Pil del 4,4%, che sarà seguito da un altro calo, dello 0,4%, nel 2010. Le stime sono sostanzialmente in linea con quelle stilate alla fine di marzo dall'Ocse (pari rispettivamente a -4,3% e a -0,4%) ma decisamente più pessimistiche di quelle presentate dal governo in occasione dell'aggiornamento del programma di stabilità (-2% e +0,3%). Il dato italiano previsto dagli economisti del Fondo è peraltro molto simile a quello della media di Eurolandia (-4,2 e -0,4%): Nella zona euro è comunque la Germania, che conta per quasi un terzo del Pil complessivo, a soffrire di più, con un calo del 5,6% stimato seguito l'anno prossimo da un -1% mentre la Spagna si colloca su cali inferiori (-3% e -0,7%). L'unico segnale in controtendenza tra i grandi d'Europa è quello della Francia che se quest'anno è accreditata di un -3% l'anno prossimo riprenderà a crescere (+0,4%) come confermato anche oggi dal premier Francois Fillon. La crescita economica negativa e le politiche di stimolo varate dai governi nazionali per cercare di uscire dalla recessione, stanno avendo un impatto pesantissimo sui conti pubblici dei paesi di tutto il mondo. E le previsioni del Fondo danno pieno conto di tale processo, anche per l'Italia. Con il deficit di quest'anno che schizzerà a livelli molto superiori rispetto a quelli richiesti dal Trattato di Maastrich (5,4%) per poi salire ancora al 5,9% l'anno prossimo. Un aggravamento comune a tutta l'area euro (previsti rispettivamente deficit del 5,4% e del 6,1) con livelli molto elevati anche in Francia (6,2% e 6,5%) e Germania (4,7% e 6,1%). Importanti anche le ricadute sul debito pubblico. Anche se in valori assoluti quello tedesco ha oramai superato il debito italiano, la situazione per la Repubblica italiana diventa più preoccupante con il debito che in rapporto al Pil cresce dal 105,8% del 2008 al 115,3% per poi salire ancora al 121,1% nel 2010 e al 129,4% nel 2014. Per l'Italia, comunque, gli spazi per politiche di stimolo dell'economia proprio alla luce del suo elevato debito pubblico sono "quasi inesistenti". Lo stimolo, si legge nel documento, "è previsto essere piccolo o inesistente in Grecia, Italia e Portogallo, paesi con deficit vicini alla soglia del 3% del Pil nel 2008 e con un alto debito pubblico e elevati premi di rischio". Il rosario delle notizie negative per l'Italia prosegue con un forte aumento del tasso di disoccupazione che dal 6,8% della forza lavoro del 2008 salirà quest'anno all'8,9% per passare al 10,5% nel 2010. Positive, invece, le previsioni per l'inflazione, i cui bassi livelli sono comunque un diretto riflesso della crisi economica in atto e dei bassi livelli della domanda. Per l'Italia, sempre secondo il Fondo, l'inflazione calerà dal 3,5% dello scorso anno allo 0,7% del 2009 allo 0,6% del 2010, sostanzialmente in linea con il livello stimato per l'area euro pari, rispettivamente, allo 0,4% e allo 0,6%.

BOL

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