Mercoledì 22 Aprile 2009

Bambini abbandonati ad Aosta: giallo sulla sorte dei due tedeschi

Roma, 22 apr. (Apcom) - E' giallo sulla scomparsa dei due cittadini tedeschi Ina Caterina Remhof, 26 anni, e del suo compagno Sascha Schmidt, 24 anni, di Finnentrop (Nord Westfalia), che da domenica hanno fatto perdere le loro tracce, abbandonando tre minori al ristorante Il Capanno, alla periferia di Aosta. Di loro, per ora, nessuna traccia. Nel pomeriggio, ad Aosta, si è riunito, sotto la direzione della questura e della protezione civile, il comitato coordinamento ricerche. Il corpo forestale valdostano, soccorso alpino, vigili del fuoco, guardia di finanza e volontari della protezione civile si sono attivati in un raggio di azione compatibile all'ipotesi di una fuga a piedi. E' stata sorvolata a più riprese la zona attorno al capoluogo valdostano e, per la ricerca in superficie, sono state utilizzate undici unità cinofile, più due cani del soccorso alpino nazionale, addestrati in ricerca molecolare. Contemporaneamente, sono state diffuse le foto dei due tedeschi e la questura ha vagliato e continua il confronto sulle tante segnalazioni arrivate. Per il momento nessuna ha dato riscontro positivo. I tre minori, di 8 mesi e di due e quattro anni, sono stati presi in carico dai servizi sociali dell'assessorato regionale alla sanità e sono ospitati in una struttura protetta nella quale viene loro garantita assoluta attenzione per quanto riguarda l'assistenza psicologica e materiale. L'affidamento dei bambini in un'idonea comunità protetta è stato disposto dal Tribunale per i minorenni del Piemonte e Valle d'Aosta. I tre bambini dovrebbero tornare in Germania venerdì; già domani due assistenti sociali arriveranno in Italia per prenderli in consegna, secondo quanto scrive il quotidiano tedesco Der Spiegel citando un portavoce delle autorità di Olpe, nel NordReno-Westfalia. Intanto, con un provvedimento d'urgenza il tribunale di Lennestadt, nell'ovest della Germania, ha sottratto alla madre 26enne la custodia dei tre figli. La decisione è stata motivata per via del "comportamento irresponsabile" della donna. Sembra allontanarsi, quindi, l'ipotesi del doppio suicidio e le ricerche si estendono a livello internazionale. Anche se "allo stato attuale ogni ipotesi è plausibile - commenta Lorenzo Mesiano, vice questore aggiunto di Aosta -. Cominciamo ad escludere, in accordo con la protezione civile, che i due giovani tedeschi siano morti da qualche parte: dal momento che si erano allontanati a piedi e data la vicinanza con la Dora Baltea, avevamo considerato anche questa possibilità, ma ne stiamo sviluppando di alternative". Alcune segnalazioni, dopo la diffusione delle foto attraverso i mezzi di informazione, hanno portato a ricerche sulla collina di Aosta oppure nel vicino comune di Quart, dove alcuni residenti hanno avuto l'impressione di riconoscere la coppia. "Stiamo vagliando ogni informazione - continua Mesiano -. Una delle piste, data la loro nazionalità, porta in Germania: sarebbero stati visti su un treno diretto al Brennero", sulla linea Verona-Monaco, a Rovereto, ieri tra le 14 e le 15 quando un capotreno ha avuto l'impressione di riconoscere l'uomo, con un biglietto per Innsbruck; ma la donna non è stata riconosciuta. "Non ci sono però dati precisi. Se ad esempio - prosegue il vice questore aggiunto di Aosta - avessero fatto autostop e fossero stati caricati da un camionista, a quest'ora potrebbero trovarsi ovunque. Noi facciamo quello che possiamo per la zona locale, per il resto abbiamo avviato una cooperazione internazionale". Nella mattinata è stato effettuato anche un sopralluogo a Introd, sul ponte tristemente noto per essere, in Valle d'Aosta, il luogo dove vengono messi in atto la maggioranza dei propositi suicidi, ma non sono state trovate tracce dei due. Una persona che poteva somigliare all'uomo è stata fermata ad Aymavilles, sopra l'abitato di Aosta, ma era un lituano che, senza soldi stava rientrando a piedi nel suo Paese. Di fatto, rimane nelle mani degli inquirenti una borsa con i documenti ma senza soldi. La famiglia aveva problemi economici e i due giovani hanno avuto in passato anche problemi legati alla tossicodipendenza. "E' comunque anomalo che una donna abbandoni la propria borsa con gli effetti personali - conclude il vice questore Mesiano - ma non possiamo sapere se non fosse abituata a tenere il denaro in posti diversi dal portamonete. Anche sul disegno dell'impiccato trovato in un'agenda nella borsa si può dire di tutto ed è naturale procedere per ipotesi. Sappiamo solo che la famigliola arrivava dall'estero e che nel fine settimana sono rimasti in Valle d'Aosta. Se nell'auto avessimo trovato indicazioni rilevanti le avremmo senz'altro utilizzate. Continuiamo a raccogliere segnalazioni - dice - che al momento restano molto importanti". I cinque erano arrivati ad Aosta nella serata di sabato: hanno dormito in un albergo, dove si erano presentati senza bagagli raccontando che sarebbero ripartiti lunedì 20: nell'auto gli agenti hanno trovato, oltre ai documenti, anche la borsa della donna, dove c'era un taccuino con strani disegni e appunti con riferimenti a propositi di suicidio. La famiglia ha mangiato due pizze e diviso due piatti di spaghetti con i bambini, che sono stati lasciati al tavolo senza pagare il conto. Molte le bibite ordinate, forse mezza birra per il giovane 24enne, ma niente vino o superalcolici. La Ford Fiesta grigia è rimasta parcheggiata, senza benzina, nell'area di sosta nei pressi di un gommista. Secondo quanto rivelano i siti di diversi quotidiani tedeschi, il padre naturale dei tre ragazzini si trova in carcere. L'uomo è stato condannato nel 2007 a una pena detentiva di due anni e otto mesi per lesioni con conseguenze mortali. Nel novembre del 2006, l'allora 28enne maltrattò, scuotendola, una quarta figlia di appena sette settimane con una violenza tale da provocarne il decesso. Chiunque sia in grado di fornire utili notizie può contattare la Questura di Aosta al numero 0165/279111 oppure anche il 113.

Gtz

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