Nuova influenza, aumentano presenze in Pronto Soccorso

Nuova influenza, aumentano presenze in Pronto Soccorso Aiuti:utilizzare medici famiglia.Nessuna certezze su morte 11enne

Roma, 2 nov. (Apcom) - Da mercoledì scorso a Roma, ma la Capitale è allineata a quanto sta accadendo in tutta Italia, sono aumentate le presenze nei Pronto Soccorso: in alcuni casi, spiega ad Apcom Fernando Aiuti, presidente della Commissione Politiche Sanitarie e Commissione Influenza del Comune di Roma, c'è stato un vero e proprio "ingolfamento" anche se "nove pazienti su dieci sono stati rimandati a casa perchè non c'era necessità di ricovero". Si tratta, spiega Aiuti, di "una vecchia abitudine italiana, per la quale abitualmente si corre in ospedale al minimo sintomo. Quando il medico di famiglia non c'è o se non va a fare la visita a casa, le persone vanno in ospedale". Aiuti sottolinea che quasi sempre si tratta "di persone, soprattutto genitori, preoccupati senza motivo": il consiglio è quello di recarsi in ospedale solo se si ha una febbre a 39-40 che non scende e persiste oltre i 4 giorni, se si riscontra un affanno immotivato, se si hanno convulsioni o perdita di sangue dal naso.Secondo Aiuti deve essere la Regione Lazio a "sensibilizzare le persone a chiamare i medici di famiglia e, il sabato e la domenica, a rivolgersi alla Guardia medica", anche perchè il picco influenzale, sia di A/H1N1 sia di stagionale, non è ancora arrivato. "Tra dicembre e marzo - ricorda Aiuti - i Pronto Soccorso sono intasati abitualmente, lo sono stati anche lo scorso anno. Per questo in Lazio gli ospedali non possono e non devono chiudere", visto che la previsione massima è quella di un 10% della popolazione contagiata durante il picco pandemico influenzale.Ancora, in Lazio non sono iniziate ancora le vaccinazioni per le fasce considerate a rischio, ma solo quelle per i sanitari: "Visto che a quanto pare solo il 20% degli operatori sanitari, tra medici e infermieri, intende vaccinarsi, ci sarebbe l'80% delle dosi inviate a questo scopo dal Ministero del Welfare - propone Aiuti - disponibili per iniziare subito la vaccinazione delle categorie a rischio".Intanto "ancora non sappiamo" se la morte della bambina 11enne di Pompei, avvenuta venerd' scorso all'ospedale Santobono di Napoli, sia stata causata direttamente dalla 'nuova influenza' A/H1N1: "Sappiamo che ha avuto complicazioni cardiache molto serie e veloci nella progressione e che nell'esame per il virus A/H1N1 è poi risultata positiva". Lo ha detto Enrico De Campora, direttore sanitario dell'ospedale Santobono di Napoli, intervistato da Sky Tg24.

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