Venerdì 11 Settembre 2009

Centinaia di cittadini alla camera ardente di Mike

Milano, 11 set. (Apcom) - Sono stati centinaia i cittadini che hanno portato il loro ultimo saluto alla camera ardente di Mike Bongiorno allestita alla Triennale di Milano e aperta, con l'arrivo del sindaco Letizia Moratti ieri alle 15. Una folla sobria ed eterogena, composta da giovani e meno giovani, intere famiglie, anziani accompagnati dalla badante, concorrenti di vecchi telequiz: uno specchio fedele della carriera del celebre presentatore e uno spaccato dei telespettatori della tivù generalista. Un flusso ininterrotto di gente comune, mai torrenziale, sobrio ma partecipe, che ha attraversato rapidamente il grande atrio del palazzo di viale Alemagna ed è sfilato davanti al feretro lasciando una carezza, mandando un bacio o facendosi il segno della croce sulle note in sottofondo di Glenn Miller. Poi, molti, all'uscita, hanno scelto di scrivere un pensiero sui tre libri delle firme, dove l'Associazione partigiani d'Italia (Anpi) ha lasciato un volantino con la scritta "Ciao staffetta partigiana". Sarà forse perché la camera ardente rimarrà aperta anche oggi, dalle 10 alle 20, o forse perché parteciperanno direttamente ai funerali di Stato previsto per sabato nel Duomo di Milano, ma certo ieri i volti noti dello spettacolo sono stati pochi, a differenza delle Istituzioni locali rappresentate, oltre al sindaco, dal presidente del Consiglio comunale, Manfredi Palmeri, e dal presidente della Provincia, Guido Podestà, e persino dagli ex primi cittadini Gabriele Albertini e Carlo Tognoli. A portare l'ultimo saluto e le loro condoglianze alla famiglia, la moglie Daniela Zuccoli e i tre figli, Niccolò, Leonardo e Michele che per tutto il giorno sono rimasti a fianco del feretro, sono giunti l'attrice Marisa Laurito ("Mi sento un po' la sua figlioccia"), il cantante Tony Dallara ("Inimitabile, ora farà i quiz con gli angeli"), il presentatore Massimo Giletti ("Era uno tosto, uno che non la mandava a dire") e Alba Parietti ("Non capivi mai se ti stava prendendo in giro o si stava prendendo in giro"), che hanno preceduto o seguito l'arrivo dell'ex segretario del Pd Walter Veltroni, del presidente della Juventus Giovanni Cobolli Gigli (Mike era un accanito tifoso bianconero), e dell'ad di Sky Italia Tom Mockridge. Il feretro di Bongiorno, ricoperto da un drappo rosso con la scritta oro "Allegria!", è disposto in fondo all'atrio tra il gonfalone del Comune e quello della Provincia, al termine di una lunga passerella rossa aperta da due vigili urbani in alta uniforme. La bara è sovrastata da un grande schermo sul quale scorrono le immagini della vita e della carriera del padre del telequiz italiano. Fuori dal palazzo, le forze dell'ordine hanno transennato l'intero controviale e lungo le transenne si sono assiepate ininterrotamente decine di curiosi e ammiratori, che hanno anche appeso uno striscone che recita: "Grazie Mike, l'Italia ti ama". Oltre ai ricordi appassionati dei vertici delle istituzioni milanesi, Manfredi Palmeri ha annunciato l'intenzione di voler inserire il nome di Bongiorno nel Famedio del cimitero Monumentale, dove inizialmente il Comune aveva pensato anche di tumularlo, prima che la famiglia decidesse invece di farlo riposare nella tomba di famiglia nel cimitero di Arona (Novara). Tra gli aneddoti e le testimonianze d'affetto, risalta quella dell'amico e autore televisivo Ludovico Peregrini, celebre tra i telespettatori con il nome di "signor no", giudice inflessibile in praticamente tutti i telequiz condotti da Bongiorno. "E' strano, in questi giorni mi è venuto in mente - ha raccontato commosso Peregrini - tutto il divertimento, le risate fatte e il piacere di stare insieme vissuto nei 40 anni di lavoro comune e momenti privati: insomma quello che Mike chiamava 'allegria'". Infine, alcuni cittadini che ieri sono passati dalla Triennale hanno manifestato un po' di perplessità di fronte alla scelta dei funerali di Stato che il vescovo ausiliario di Milano, Erminio De Scalzi, celebrerà in Duomo alle 10 del 12 settembre. Con grande delicatezza, senza alcun intento polemico, e sottolineando di non voler "togliere nulla" a un "grande amico che ci ha tenuto compagnia per tanti anni" e a un "personaggio che ha fatto la televisione", ricordano però che le ultime esequie solenni nella cattedrale di Milano erano state celebrate (il 29 ottobre 2008) per una figura storica: Delfino Borroni, l'ultimo reduce della Prima guerra mondiale, scomparso a 110 anni.

Alp

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