Venerdì 04 Settembre 2009

Usa/ Tagliati meno posti,ma disoccupazione ai massimi dal '83

New York, 4 set. (Apcom) - L'ottimismo dei giorni scorsi, alimentato da una manciata di indicatori macroeconomici positivi e dalle parole confortanti della Federal Reserve e del Governo, è stato ridimensionato dal rapporto sull'occupazione che ha ricordato agli Stati Uniti come l'anello debole dell'economia sia ancora il mercato del lavoro. In agosto sono andati in fumo oltre 200.000 posti di lavoro, meno di quanto atteso dagli analisti, ma il tasso di disoccupazione è salito al 9,7 per cento, ben più delle stime e al massimo in 26 anni. Secondo quanto riportato dal dipartimento del Lavoro, in agosto sono stati tagliati 216.000 posti di lavoro, meno di quanto atteso dagli analisti, che avevano previsto un ribasso di 233.000 unità. In luglio erano stati persi 276.000 posti di lavoro. Anche se il calo è consistente, soprattutto se paragonato alla media degli anni passati, il ribasso è comunque inferiore ai mesi precedenti (nei primi mesi dell'anno sono andati in fumo complessivamente 700.000 posti di lavoro, 7,4 milioni dall'inizio della recessione nel dicembre 2007). Il tasso di disoccupazione è invece cresciuto al 9,7 per cento, il massimo dal giugno 1983 (quando si era attestato al 10,1 per cento) e più del 9,5 per cento atteso dagli analisti. In luglio, il dato era calato al 9,4 per cento, in ribasso per la prima volta dall'aprile 2008. Un valore di questo genere appare più allarmante se si considera che meno di un anno fa il tasso di disoccupazione era sotto il 6 per cento. Nelle ultime settimane sono arrivati segnali contrastanti dal mercato del lavoro. Sebbene ci siano segnali di miglioramento - il calo inferiore alle previsioni di oggi, il ribasso delle richieste iniziali di sussidi di disoccupazione di ieri, - gli economisti continuano a prevedere una ripresa lenta del settore. Anche la Federal Reserve, ora più fiduciosa sul fatto che la crisi peggiore dagli anni Trenta si stia avviando a conclusione, rimane convinta che la situazione rimane ancora fragile, proprio a causa della debolezza del mercato del lavoro, con il tasso di disoccupazione che potrebbe arrivare al 10 per cento, come sottolineato da Christina Romer, numero uno del Council of Economic Advisers del presidente degli Stati Uniti Barack Obama. Guardando ai diversi settori aziendali, da segnalare che ad agosto il comparto manifatturiero ha perso 63.000 posti di lavoro, mentre quello delle costruzioni 65.000. Nel terziario, la principale fonte di occupazione negli Stati Uniti, sono andati in fumo 80.000 impieghi, di cui 22.000 solo nel settore dei servizi professionali e alle aziende. I rivenditori al dettaglio hanno tagliato 10.000 posti di lavoro, mentre 52.000 sono stati cancellati nel comparto sanitario ed educazione e 21.000 in quello dell'ospitalità e tempo libero. Il Governo ha tagliato 18.000 impieghi. Dal rapporto sull'occupazione, è emerso inoltre la durata della settimana lavorativa media è rimasta invariata a 33,1 ore, mentre i salari medi orari sono cresciuti di 6 centesimi a 18,65 dollari.

Ars-Emc

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