Venerdì 04 Settembre 2009

Boffo dopo due no alla Cei getta la spugna:violentata la mia vita

Roma, 4 set. (Apcom) - Alla fine Dino Boffo ha gettato la spugna. Dopo 7 giorni di attacchi e notti insonni, il direttore di 'Avvenire' ha rassegnato le dimissioni. E questa volta il cardinale Angelo Bagnasco, dopo averle respinte per ben due volte, le ha dovute accettare. Non tanto per ammissione di colpa, quanto per rispettare la volontà di un uomo che si è sentito "violentare la vita". Come lo stesso Boffo ha spiegato in una lunga lettera indirizzata al numero uno dei vescovi. "Mentre sento sparare colpi sulla mia testa mi chiedo che c'entro con tutto questo? Che c'entro con una guerra fra gruppi editoriali, tra posizioni di potere cristallizzate e prepotenti ambizioni in incubazione", scrive il direttore dimissionario. "Da sette giorni la mia persona è al centro di una bufera di proporzioni gigantesche che ha invaso giornali, televisioni, radio, web, e che non accenna a smorzarsi, anzi. La mia vita e quella della mia famiglia, le mie redazioni, sono state violentate con una volontà dissacratoria che non immaginavo potesse esistere". Boffo definisce "l'attacco" di Vittorio Feltri "smisurato, capzioso, irritualmente feroce". Attacco che, prosegue Boffo, "non ha alcuna plausibile, ragionevole, civile motivazione: un opaco blocco di potere laicista si è mosso contro chi il potere, come loro lo intendono, non ce l'ha oggi e non l'avrà domani". Il cardinale Bagnasco, dopo aver preso atto "con rammarico" dell dimissioni, rinnova a Boffo "inalterata stima per la sua persona, oggetto di un inqualificabile attacco mediatico". Stima e solidarietà che giungono anche dalla redazione di 'Avvenire'. "Dimissioni serene e lucide", affermano dal quotidiano dei vescovi. La redazione non si capacita ancora della scelta del direttore; convoca un'assemblea d'urgenza e rinnova solidarietà a Boffo. Intanto nomina Marco Tarquinio direttore ad interim. Il sostituto di Boffo, infatti, verrà probabilmente scelto durante il Consiglio permanente della Cei che si terrà dal 21 settembre e durante il quale - filtra da ambienti della Cei - "il cardinale Bagnasco userà parole dure sulla vicenda Boffo e sul Governo". Nessuno sa spiegare perchè - dopo due 'no' ricevuti dalla Cei - Boffo abbia voluto comunque rimettere il suo mandato. "Probabilmente si è tirato indietro per uscire dall'impasse e in seguito a nuovi elementi tirati fuori da un'inchiesta di 'Panorama'", fanno sapere. Ma Boffo non uscirà certamente di scena. Almeno per un primo periodo il direttore 'ombra' continuerà ad essere lui. E sul successore si fa il nome di Mimmo delle Foglie, editorialista e fino a due anni fa vicedirettore di 'Avvenire'. "Ci sono molti giornalisti cattolici più bravi di me", commenta interpellato sulla questione. E se Feltri dice che le dimissioni "sono affari interni alla Chiesa" e che "non pensavo minimamente a questo quando ho scritto e ho fatto scrivere le cose che hanno provocato tutto questo problema", l'atmosfera al giornale dei vescovi è pesante. "E' una sconfitta per tutti noi - sospirano - e l'atmosfera oggi è di grande depressione".

Ssa

© riproduzione riservata