Sabato 18 Luglio 2009

Cibo; I marchigiani spendono più a tavola e hanno vita più lunga

Milano, 18 lug. (Apcom) - Le famiglie marchigiane spendono per la tavola oltre un terzo in più (+35%) di quelle trentine e si posizionano al top della classifica italiana con 516 euro al mese per il solo acquisto di alimenti e bevande. Soldi ben spesi, visto che gli abitanti delle Marche hanno il record di durata della vita media lungo tutto lo stivale. E' quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Istat sui consumi delle famiglie nel 2008 che fotografa le abitudini alimentari regionali. Nelle Marche, sottolinea la Coldiretti in una nota, gli abitanti hanno un'aspettativa di vita di 79,3 anni di vita per gli uomini (contro i 78,4 della media nazionale) e 84,9 per le donne (83,8 la media nazionale, secondo i dati del Rapporto Osservasalute 2008. Si tratta di una conferma dell`esistenza di uno stretto rapporto tra salute e qualità dell`alimentazione che a volte passa anche attraverso la scelta accurata dei cibi rispetto all`acquisto di junk food a basso costo. In Italia la tavola è una componente importante della spesa familiare della quale assorbe in media ben il 19,1% delle risorse ed è seconda solo alle spese per l'abitazione per un valore medio di 475 euro al mese. La situazione - precisa la Coldiretti - varia tuttavia notevolmente da Nord a Sud nelle diverse regioni, dall'importo minimo di 381 euro al mese in provincia di Trento, 424 a Bolzano, 429 in Friuli Venezia Giulia ai 436 in Molise, ai 439 in Basilicata e Sicilia, 422 in Valle d`Aosta, 464 in Calabria, 466 in Veneto, 467 in Toscana, 447 in Piemonte, 475 in Liguria, 480 in Sardegna, 482 in Abruzzo, 483 in Lombardia, 500 nel Lazio, 511 in Umbria. 514 in Campania, 515 in Puglia e 516 nelle Marche. L'analisi per aree geografiche dimostra che la maggiore spesa si ha nell'Italia centrale con 492 euro al mese per famiglia seguita dal mezzogiorno con 480 euro al mese e dal nord con appena 464 euro al mese. In particolare nel Centro Italia le famiglie acquistano più pane, pasta e cereali, carne e ortofrutta, mentre al sud latte, formaggi e uova, olii e grassi , zucchero e caffè ed infine al nord si hanno i maggiori esborsi familiari per le bevande. La necessità di garantire cibo di qualità elevata al giusto prezzo appare evidente dall`analisi dalla quale emerge - sostiene la Coldiretti - uno stretto legame tra spesa alimentare e salute che giustifica il crescente impegno per fare chiarezza sulle caratteristiche e contenuto del cibo posto in vendita. Sul mercato mondiale la pressione della crisi sta penalizzando la qualità, come dimostra l'aumento delle vendite di surrogati destinati a sostituire il latte in gelati, formaggi, yogurt e bevande o di sottoprodotti dei cereali una volta utilizzati solamente per l'alimentazione animale, ma anche di aromi artificiali utilizzati per nascondere la bassa qualità degli alimenti. Le preoccupazioni - conclude la Coldiretti - riguardano anche l'Italia che è un forte importatore di prodotti alimentari, con il rischio concreto che nei cibi in vendita vengano utilizzati ingredienti di diversa qualità come il concentrato di pomodoro cinese, l'extravergine tunisino, le mozzarelle taroccate ottenute da latte in polvere, paste fuse e cagliate proveniente dall'estero.

Red-Pbl

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