Sabato 18 Luglio 2009

Rai; Zavoli scuote partiti: azienda bloccata, nomine entro estate

Roma, 18 lug. (Apcom) - La paralisi sulle nomine Rai provocata dai veti incrociati nel Pdl spinge il Presidente della Vigilanza Sergio Zavoli a scendere in campo per sollecitare la soluzione del puzzle di viale Mazzini "prima delle vacanze" e per chiedere ai partiti un passo indietro: se è "fuori di dubbio" che la politica "abbia titolo" ad intervenire sulle nomine della Rai, lo stesso non vale per "i partiti, nessuno escluso" che non possono condizionare "a tal punto la gestione" dell'azienda pubblica. Giovedì potrebbe essere il momento della verità, di certo il cda previsto il 23 luglio dirà se la politica sarà stata capace di accogliere l'appello di Zavoli. Il direttore generale Mauro Masi, d'altra parte, ribadisce l'intenzione di proseguire per chiudere entro l'estate il capitolo nomine. Secondo quanto si apprende, infatti, proporrà al cda il pacchetto di nomine prima della pausa estiva, seguendo il metodo che ha consentito di arrivare al via libera a Rai Sport di Eugenio De Paoli: professionalità e la maggiore condivisione possibile. Ufficialmente Pd e Pdl sostengono la linea del Presidente della Vigilanza. Dice Maurizio Gasparri, capogruppo del Pdl al Senato: "Ha ragione Zavoli, la Rai ha bisogno di stabilità, decida il cda, decida bene, ma decida". E Giorgio Lainati (membro Pdl in commissione) intende "tranquillizzare" Zavoli quando afferma: "Nelle prossime settimane saranno sicuramente operate, oltre a quelle già fatte, altre importanti scelte volte a consentire alla più grande azienda italiana produttrice di cultura, informazione e intrattenimento, di mantenere la leadership sia per quanto riguarda gli ascolti che per la qualità dei programmi". Il Pd, con Nino Rizzo Nervo, benedice l'invito di Zavoli e auspica che "l'appello venga presto accolto dalla direzione generale che ha per legge il potere di proposta al consiglio di amministrazione". L'esponente democratico boccia però l'altro pilastro della dichiarazione del Presidente della Vigilanza, che aveva ammonito: "Lo spoils system, se compatibile con il rispetto delle risorse aziendali e se interpreta fondate esigenze di rinnovamento, può diventare un criterio non solo lecito, ma persino salutare: altra cosa se per realizzarlo si rischia di bloccare la Rai". Certo, il cda di giovedì prossimo potrebbe non bastare (ma dovrebbe tenersi un'altra riunione del consiglio d'amministrazione il 29 luglio e c'è chi ipotizza che la quadra definitiva possa trovarsi ad agosto iniziato). Lo scontro nel Popolo delle libertà negli ultimi giorni è salito di livello. Il muro contro muro è tutto interno alla vecchia Forza Italia e ruota soprattutto intorno alla figura di Susanna Petruni, in un primo momento destinata alla direzione della Seconda Rete. Ipotesi che sembra lontana dal realizzarsi: in molti scommettono contro la possibilità che la giornalista del Tg1 riesca a ottenere la guida di Rai Due, anche a causa di un'ostilità crescente in settori del Pdl. E per quella poltrona si è fatto largo anche la figura di Massimo Liofreddi, sostenuto secondo alcuni da Paolo Romani. Sullo sfondo, ma non troppo, resta il candidato leghista Gianluigi Paragone. La Petruni corre anche per la direzione del Tg2 (anche qui incontrando molte difficoltà), per la quale era a lungo circolato il nome di Mario Orfeo. Anche per quanto riguarda Tg3-Rete Tre nel Pd manca l'accordo sui nomi. Una parte dei democratici (in testa Dario Franceschini) spinge per confermare Paolo Ruffini, mentre l'ala dalemiana vorrebbe Bianca Berlinguer, con il trasferimento di Antonio Di Bella alla rete. Ma della partita potrebbe essere anche Barbara Palombelli.

Tom

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