Giovedì 01 Settembre 2011

Libia/ Amnesty: 19 detenuti lasciati morire in un container

Roma, 1 set. (TMNews) - La delegazione di Amnesty International presente in Libia ha scoperto che le forze pro-Gheddafi hanno fatto morire 19 detenuti, lasciandoli chiusi a soffocare in due container di metallo, sotto il sole rovente di giugno. L'episodio, raccontato da tre sopravvissuti incontrati dalla delegazione di Amnesty International, risale al 6 giugno. Uomini fedeli a Gheddafi hanno torturato e poi chiuso 29 persone in due container ad al-Khums, 120 chilometri a est di Tripoli. Secondo quanto hanno raccontato i tre testimoni, Mohammed Ahmed Ali, Faraj Omar al-Ganin e Abdel Rahman Moftar Ali, i prigionieri hanno rapidamente esaurito le scarse scorte di acqua e, sotto un sole di 40 gradi, hanno bevuto il loro sudore e la loro urina. Fuori dai container, le guardie che li avevano arrestati, indifferenti alle richieste di aiuto, urlavano: "Topi, state zitti!". Per Amnesty International si tratta di un crimine di guerra. Una delegazione dell'organizzazione per i diritti umani è andata ad al-Khums e ha esaminato i due container: erano privi di finestre e l'unica fonte di aria era costituita da decine di fori di proiettile lungo le pareti di metallo. Nel container più grande sono morte nove persone e altrettante nel piu' piccolo, che misurava due metri per sei. Un sopravvissuto è deceduto successivamente per insufficienza renale. Non è chiaro - secondo Amnesty - che fine abbiano fatto i corpi dei prigionieri morti. Le guardie fedeli a Gheddafi hanno aperto i due container nel tardo pomeriggio del 6 giugno, trasferendo i sopravvissuti in centri di detenzione della capitale. Sono stati liberati il 21 agosto, quando al-Khums è caduta nelle mani del Consiglio nazionale di transizione.

Cuc/Red

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