Mercoledì 01 Giugno 2011

Referendum/ Voterà anche chi è temporaneamente all'estero

Roma, 1 giu. (TMNews) - Novità nel corpo elettorale per i referendum del 12 e 13 giugno. Per la prima volta, grazie al decreto 37/2011 convertito ieri definitivamente in legge dal Parlamento a dieci giorni dal voto, alcune categorie di italiani residenti temporaneamente all'estero per motivi di servizio o missioni internazionali possono votare per corrispondenza dal Paese in cui si trovano. Possono votare dall'estero gli appartenenti alle Forze armate e alle Forze di polizia temporaneamente all'estero in quanto impegnati nello svolgimento di missioni internazionali; i dipendenti di amministrazioni dello Stato, di Regioni o di Province autonome, temporaneamente all'estero per motivi di servizio, qualora la durata prevista della loro permanenza all'estero sia superiore a tre mesi e i professori e ricercatori universitari che si trovano in servizio presso istituti universitari e di ricerca all'estero per una durata complessiva di almeno sei mesi e che, alla data del decreto del presidente della Repubblica di convocazione dei comizi, si trovano all'estero da almeno tre mesi. La procedura da seguire dipende dalla categoria di appartenenza. I militari e i dipendenti pubblici hanno dovuto trasmettere una dichiarazione al comando o amministrazione di appartenenza, entro l'8 maggio. I familiari conviventi dei dipendenti pubblici, qualora non iscritti all'Aire, devono presentare anche la dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà in ordine allo stato di familiare convivente. I professori universitari hanno dovuto far pervenire la dichiarazione, entro l'8 maggio, direttamente all'Ambasciata/Consolato di riferimento, unitamente alla dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà che attesti il servizio presso istituti universitari e di ricerca per una durata complessiva di sei mesi e la presenza all'estero da almeno tre mesi alla data del 4 aprile 2011. I familiari conviventi devono presentare anche la dichiarazione sostitutiva relativa allo stato di familiare convivente, qualora non siano iscritti all'Aire. I cittadini temporaneamente all'estero esprimono il voto per corrispondenza anche negli Stati con i quali il Governo italiano non ha potuto concludere apposite intese e negli Stati con intese ma la cui situazione politica o sociale non consente l'esercizio del diritto del voto. Pertanto, nel caso in cui tali elettori non presentassero l'apposita dichiarazione nei termini previsti e decidessero di tornare in Italia per votare, non avrebbero diritto al rimborso del 75% del costo del biglietto. I cittadini italiani che si trovino temporaneamente all'estero e non appartengano alle tre categorie sopraindicate potranno votare per i referendum solamente recandosi in Italia presso le sezioni istituite nel proprio Comune di iscrizione nelle liste elettorali. Possono sempre votare per corrispondenza dal Paese in cui si trovano i cittadini residenti all'estero ed iscritti all'Aire residenti negli Stati con i quali il Governo italiano ha concluso apposite intese. Negli Stati dove non è stato possibile concludere tali intese e negli Stati con intese ma la cui situazione politica o sociale non consente l'esercizio del diritto di voto tali elettori non potranno esercitare il voto per corrispondenza e pertanto, per votare, dovranno recarsi in Italia.

Red/Pol

© riproduzione riservata