Mercoledì 30 Marzo 2011

Libia/ Ancora bombe a Misurata, dibattito su armi a ribelli

Ras Lanouf (Libia), 30 mar. (TMNews) - Dopo la riconquista della località petrolifera di Ras Lanuf, le forze di Muammar Gheddafi hanno sferrato una nuova offensiva a colpi di mortaio e razzi su Misurata, terza città del Paese, all'indomani di un attacco sempre su Misurata che ha provocato almeno 18 vittime, secondo ribelli e fonti mediche. Una notizia che è arrivata mentre la controversa questione dell'armamento dei contestatori del colonnello, sollevata in occasione della riunione a Londra del sulla Libia, continua a dividere i paesi membri della coalizione, con pareri discordanti su come questo possa avvenire. Nella riunione di Londra, il ministro degli Esteri francese Alain Juppé ha dichiarato che il suo Paese era pronto a discutere con i suoi alleati di un aiuto militare ai ribelli, pur riconoscendo che questo non è previsto dalle risoluzioni Onu. Di fronte al Parlamento, il primo ministro britannico David Cameron ha affermato oggi che il suo Paese "non esclude" di fornire armi ai ribelli, anche se nessuna decisione in questo senso è stata ancora presa. Negli Stati Uniti, Barack Obama si era dimostrato possibilista, mentre Russia, Italia e Norvegia non hanno nascosto le loro riserve. Maurizio Massari, portavoce della Farnesina, ha parlato di "una misura controversa, una misura estrema (che) certamente dividerebbe la Comunità internazionale. Non è affatto detto che sia la soluzione ideale per fermare i massacri della popolazione civile: bisognerà pensarci molto bene e stare attenti". E sempre oggi, una grande potenza con diritto di veto al Consiglio di sicurezza Onu, La Cina, ha reiterato ai massimi livelli il suo scetticismo sulla conduzione dei raid sulla Libia: "L'obiettivo della risoluzione è fermare le violenze e proteggere i civili", ha detto il presidente cinese Hu Jintao ricevendo il presidente francese Nicolas Sarkozy, in Cina per una visita di Stato. Ma "se le azioni militari apportano disastri ai civili innocenti e aggravano la crisi umanitaria, questo potrebbe violare lo spirito originario della risoluzione del Consiglio". Ma mentre la comunità internazionale discute, le forze lealiste, rinvigorite dall'assenza di attacchi aerei occidentali per due giorni, hanno recuperato in mattinata Ras Lanuf, conquistata dai ribelli il 27 marzo. Questa città si trova 370 chilometri a ovest di Bengasi, la roccaforte dei ribelli nella parte orientale. Presi sotto il fuoco intenso di carri armati e artiglieria, centinaia di ribelli in preda al panico hanno iniziato a ripiegare verso la città di Brega, un centinaio di miglia più a est. Nel pomeriggio, i ribelli hanno proseguito la loro ritirata verso est in direzione Ajdabiya, più ordinata. In lontananza si ascoltavano granate: secondo alcuni ribelli, sono state sparate dall'esercito regolare da una nave da guerra al largo.(fonte Afp)

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