Domenica 20 Marzo 2011

Libia/ Scudi umani nel quartier generale di Gheddafi

Roma, 20 mar. (TMNews) - Centinaia di civili libici, in gran parte donne e bambini, si sono offerti come scudi umani per proteggere il colonnello Muammar Gheddafi, e si trovano attualmente nel quartier generale di Tripoli del leader libico pronti a morire per lui. Lo riporta il New York Times. Mentre i jet francesi e britannici hanno iniziato ieri a colpire gli obiettivi militari delle forze rimaste fedeli al rais, un gruppo di giornalisti stranieri - scrive il NYT - ha potuto visitare il bunker di Gheddafi, un labirinto di cemento armato, protetto con muri fortificati e filo spinato, progettato appositamente per impedire colpi di stato militari. All'interno, riferisce il NYT, si trovano centinaia di persone pronte a sacrificarsi per difendere il loro leader. "Se vogliono colpire Muammar Gheddafi devono colpirci tutti, perché noi tutti siamo Muammar Gheddafi", dice Ghazad Muftah, una donna di 52 anni, vedova di un soldato della tribù Warfalla. Intanto a Tajoura, un focolaio della rivolta anti-Gheddafi situato nei pressi della capitale, un residente si è intanto lamentato del fatto che nonostante la 'no-fly zone' imposta dalla comunità internazionale i jet dell'aviazione libica hanno continuato a decollare da una base limitrofa, diretti presumibilmente verso l'est del paese. "La nostra sofferenza è più grande di quanto si pensi", ha detto l'uomo, parlando in condizione di anonimato. "Chiunque prova a uscire di casa rischia di essere arrestato o ammazzato". "C'è sempre meno cibo, manca l'acqua potabile e l'elettricità va e viene", ha aggiunto. "Negli ospedali mancano le medicine, e dobbiamo curare i malati e i feriti con i vecchi rimedi. Manca anche il latte per i bambini".

Gpl/Coa

© riproduzione riservata