Martedì 01 Marzo 2011

Libia/ Caos profughi, mentre ci si interroga su futuro

Roma, 1 mar. (TMNews) - L'emergenza umanitaria al confine con la Tunisia, il vertice straordinario dell'Unione europea fissato per l'11 marzo, e il monito statunitense ("la posta in gioco è alta, Libia tra democrazia e caos"). Questa la giornata sul fronte libico, dove sul terreno, apparentemente, la situazione è stata meno tesa rispetto alle precedenti. A preoccupare è soprattutto la situazione al confine tra Tunisia e Libia, arrivata a un "punto di crisi", tale da far parlare di "emergenza umanitaria". Melissa Fleming, portavoce dell'Alto commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr), ha dichiarato alla Bbc che "al momento ci sono almeno 25.000 persone bloccate al confine, chiuso dalle autorità tunisine perché la capacità massima è stata superata". Secondo Ayman Gharaibeh, che guida il team dell'Unhcr al confine, "ci sono migliaia di persone in attesa di passare la frontiera. Molti aspettano da tre o quattro giorni al freddo, senza cibo". Dal lato egiziano, fonti governative parlano di 69.000 persone entrate nel Paese dalla Libia dallo scorso 19 febbraio. Per la maggior parte si tratta di cittadini egiziani. La crisi libica e la "primavera araba" saranno al centro di un vertice straordinario dell'Unione europea fissato per venerdì prossimo, 11 marzo. La notizia, anticipata dal Presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, in un'intervista al 'Messaggero', è stata confermata nel pomeriggio da fonti diplomatiche a Bruxelles. La questione dei flussi dovrebbe occupare gran parte della discussione dell'11 marzo, e di fatto divide l'Europa. Ma la questione dei flussi di profughi sarà anche al centro del vertice di governo, convocato alle 20 a Palazzo Chigi, per analizzare gli sviluppi della crisi libica. Il Presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, ha convocato fra gli altri i ministri Sacconi, Romani, Maroni, Frattini, La Russa, Alfano e il sottosegretario alla Presidenza del consiglio, Gianni Letta. Dagli Stati Uniti intanto , il segretario di Stato americano Hillary Clinton, tornata in patria dopo la riunione del Consiglio dell'Onu per i diritti umani a Ginevra, ha avvertito - parlando di fronte alla commissione Esteri della Camera - che "la Libia potrebbe diventare una democrazia pacifica" o vivere "una guerra civile prolungata. La posta in gioco è alta", ha detto Clinton. Ma secondo il generale James Mattis, responsabile del Comando Centrale statunitense, a cui spetta la competenza sulla Libia.un'eventuale no-fly zone sulla Libia, di cui si discute in queste ore a vari livelli, "non sarà facile da far rispettare". "La mia opinione dal punto di vista militare è che sarebbe difficile far rispettare la decisione di vietare agli aerei libici il decollo e il sorvolo del territorio nazionale - ha detto - si dovrebbe eliminare la capacità libica di difesa aerea, per stabilire una no-fly zone. Non facciamoci illusioni - ha detto Mattis in un'audizione al Senato - sarebbe un'operazione militare, non basterebbe dire ai libici che non possono volare".

Pca

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