Venerdì 04 Febbraio 2011

Immigrati/ Procura Roma: stop agli arresti per clandestinità

Roma, 4 feb. (TMNews) - Non viene più chiesto l'arresto degli immigrati fermati per la sola clandestinità. Dal primo gennaio la Procura di Roma hanno scelto di disapplicare quanto stabilito dalla legge Bossi-Fini, Perché la si ritiene in contrasto con la direttiva europea 2008/115/Ce del 16 dicembre 2008. Ed anche se le forze dell'ordine fanno arrivare a piazzale Clodio le denunce, questi fascicoli sono destinati a finire in archivio. Rispetto alla clandestinità, lo Stato italiano avrebbe dovuto adeguarsi entro il 24 dicembre 2010 - si spiega - ma ciò non è avvenuto. La Procura di Roma, ma anche quelle di Firenze, Torino e Pinerolo, hanno deciso di fare da sole. Una circolare che spiega i diversi passaggi ed a cui tutti i pubblici ministeri in udienza dovranno attenersi, sarà inviata a breve dal procuratore capo Giovanni Ferrara e dall'aggiunto Leonardo Frisani, che coordina il pool che si occupa di immigrazione. In questo modo - è stato sottolineato - viene colmato un vuoto normativo "anche per evitare di incorrere in sanzioni dell'Unione europea". Il punto è tutto sulla violazione dell'articolo 14 della legge Bossi-Fini che stabilisce che una persona non abbia ottemperato al decreto di espulsione entro cinque giorni debba essere arrestato e può essere condannato a pene varianti tra uno e cinque anni di reclusione. La direttiva europea, invece, stabilisce che lo straniero irregolare deve essere allontanato dal territorio con un certo iter: rimpatrio volontario, espulsione coattiva, la libertà personale può essergli privata solo al fine di garantire il suo effettivo allontanamento al massimo per 18 mesi in centri di identificazione e di espulsione (Cie) e non in strutture carcerarie. Secondo l'Ue infatti non può essere previsto in questi casi l'arresto, la detenzione o sanzioni penali. Secondo la giurisprudenza vigente della Corte Costituzionale la norma sovranazionale che sia chiara e precisa deve avere immediata applicazione. Di qui la decisione della Procura di Roma, secondo la quale l'arresto in questi casi deve ritenersi illegittimo e debba anche concludersi per l'archiviazione degli atti perché, vista la norma dell'Ue, il fatto non costituisce reato.

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