Venerdì 04 Febbraio 2011

Egitto/ "Venerdì della partenza", attese nuove proteste al Cairo

Roma, 4 feb. (TMNews) - E' arrivato il giorno dell'ultimatum. Nuove manifestazioni dell'opposizione al regime sono attese per oggi al Cairo nel "venerdì della partenza": così lo ha definito uno dei principali leader della protesta pacifica, Mohamed ElBaradei, che nei giorni scorsi aveva chiesto le dimissioni di Hosni Mubarak entro la giornata odierna. Marciare per un nuovo inizio, per un Egitto "senza il regime, senza il suo faraone": è questa l'intenzione dell'opposizione, che nelle ultime ore ha trovato sostegno forte da parte degli Stati Uniti. Secondo indiscrezioni del New York Times, il presidente Barack Obama e i suoi più stretti collaboratori starebbero lavorando per ottenere le dimissioni di Mubarak entro oggi: per questo, il vice presidente Usa Joe Biden ha telefonato questa notte al suo omologo egiziano Omar Suleiman. Se i partiti di opposizione e gli stati Uniti riusciranno nel loro intento è difficile dirlo. Ieri, in un'intervista alla Abc, Mubarak ha detto che "vorrebbe dimettersi, ma non può farlo". "Se mi dimettessi oggi, in Egitto scoppierebbe il caos", ha spiegato, ribadendo un concetto affidato poche ore prima al suo vice presidente. E a nulla è valsa, almeno per ora, l'offerta di dialogo avanzata da Suleiman ai Fratelli musulmani. L'organizzazione islamica l'ha rispedita al mittente. "La gente rifiuta il regime" hanno commentato. Questa notte, intanto, migliaia di manifestanti hanno sfidato nuovamente il coprifuoco e sono rimasti a presidiare piazza Tahrir, epicentro delle proteste, dopo una nuova giornata di duri scontri con la polizia e i sostenitori di Mubarak. Almeno 13 le vittime e 1.200 i feriti di ieri, secondo i dati ufficiali forniti dal ministero della Sanità: un bilancio che potrebbe essere ancora più grave, secondo le informazioni fornite da testimoni e personale sanitario. E sono forti i timori per oggi, anche se i vertici dell'esercito hanno garantito agli Stati Uniti che non faranno aprire il fuoco contro i manifestanti. (segue)

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