Venerdì 17 Dicembre 2010

Governo/ Mission caccia a deputati, un Fli e un Mpa prima Natale

Roma, 17 dic. (Apcom) - 'Totoparlamentari' e smentite, così trascorre un sonnacchioso pomeriggio pre-natalizio a Montecitorio. "Chi passa con Berlusconi?" è la domanda che circola insistente, il dilemma che affligge i partito entrati ufficialmente nel mirino del Cavaliere e dei 'pontieri' filogovernativi. Il borsino, frutto per metà dei contatti informali degli emissari del centrodestra e per l'altra metà di un pressing propagandistico, indica due obiettivi sensibili per le prossime due settimane: un esponente dell'Mpa e uno di Fli. Le smentite sono ormai quotidiane, ma continuano insistentemente a circolare alcuni nomi. In cima alla lista Carmine Patarino, l'unico deputato (insieme a Giuseppe Consolo) ad aver firmato il documento di Silvano Moffa senza poi lasciare Fli. Insieme a lui circola il nome di un deputato dell'Mpa, Roberto Commercio, pronto a passare con Noi Sud o con Gianfranco Micciché. Poi ci sono gli obiettivi di medio periodo. I ben informati nel Pdl insistono, nonostante le smentite di molti dei diretti interessati, sulla possibilità di conquistare "fino a quattro centristi". Molta propaganda, certamente, ma i contatti sarebbero già avviati da tempo. Molto attivi nel contattare i parlamentari - oltre a Denis Verdini e Daniela Santanché - è Saverio Romano, ma anche gli uomini di Noi Sud. Sugli ex An è invece costante l'attività diplomatica di due ex come Andrea Augello e Marcello De Angelis, ai quali si è aggiunto da qualche giorno anche Silvano Moffa. La possibilità di raccogliere altri finiani consentirebbe di varare - magari con esponenti Pdl in 'prestito' - un gruppo a Montecitorio. Il 'grimaldello' con il quale scardinare Fli - riferiscono dal Pdl - sarebbe far leva su presunti sentimenti anti-Bocchino di parte delle colombe (quelle rimaste) di Fli. Il vero colpo, al quale lavorano i 'pontieri', sarebbe però quello di strappare al Presidente della Camera due 'big' del partito come Pasuqale Viespoli e Andrea Ronchi. Il primo provocherebbe con ogni probabilità una 'frana' nel gruppo del Senato. Dopo l'apertura di Ignazio La Russa, il capogruppo di Fli a Palazzo madama ha prontamente risposto: "Le questioni politiche non si risolvono con ammiccamenti personali che anzi rischiano di alimentare la finzione del dialogo e dunque il rafforzamento della rottura". Quanto a Ronchi, è considerato da anni uno dei più stretti uomini di Fini e una sua defezione avrebbe un contraccolpo d'immagine notevole per il leader di Futuro e libertà.

tom

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