Sabato 21 Agosto 2010

Rom/ Maroni: Espellerli anche se sono comunitari. Insorge la Cei

Roma, 21 ago. (Apcom) - Espellere i rom si può e si deve: lo ribadisce il ministro degli Interni Roberto Maroni (Lega), suscitando l'indignazione delle opposizioni e delle gerarchie ecclesiastiche. Maroni annuncia che il 6 settembre a Parigi riproporrà ai colleghi europei la richiesta di poter "espellere anche i cittadini comunitari". Il ministro pensa a vere espulsioni, "come per i clandestini", non a rimpatri assistiti e volontari, ma "naturalmente solo per chi viola la direttiva che fissa i requisiti per chi vive in una altro stato membro: reddito minimo, dimora adeguata e non essere a carico del sistema sociale del Paese che lo ospita. Molti rom sono comunitari ma non rispettano nessuno di questi requisiti". Maroni nega però di avere intenzioni discriminatorie contro i rom: "E infatti le espulsioni dovrebbero essere possibili per tutti i cittadini comunitari, non solo per i rom, precisa. Ma poi si rammarica perché "il problema - spiega - semmai è un altro: a differenza di quello che accade in Francia, da noi molti rom e sinti hanno anche la cittadinanza italiana. Loro hanno diritto a restare, non si può fare nulla". Ma per monsignor Giancarlo Perego, direttore generale di Migrantes, "il governo italiano non può autonomamente decidere in riferimento a una politica europea che invece stabilisce sostanzialmente il diritto di insediamento e di movimento. L`azione che avviene contro i rom oggi, non è un`azione di politica migratoria - non dimentichiamo che anche in Italia, l`80% dei rom è italiano - ma è una politica discriminatoria - accusa Perego - nei confronti di una popolazione". Giudizi opposti, tra Chiesa e Governo, anche sulla politica di integrazione. Per monsignor Perego la Francia segue la politica italiana sui rom, che ha generato "nuovi campi abusivi, ancora abbandono della popolazione rom, l`annullamento, sostanzialmente, di tutta una politica sociale che era stata fatta per la scolarizzazione dei bambini". Invece per il sottosegretario agli interni Alfredo Mantovano (Pdl) "in questi 2 anni l'Italia non è stata inoperosa, ma ha tolto moltissimi nomadi da una situazione veramente indegna e favorito l'integrazione soprattutto promuovendo la scolarizzazione dei minori". (segue)

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