Sabato 21 Agosto 2010

Governo/Berlusconi presenta 5 punti. "Fiducia o voto in autunno"

Roma, 21 ago. (Apcom) - Cinque punti non trattabili per la fiducia; cinque punti per 'recuperare' i finiani; per proseguire nell'azione di governo, confermare processo breve e scudo per le alte cariche; e per evitare il voto che Silvio Berlusconi vede inevitabile, in caso contrario, tanto da individuarne anche la data: entro dicembre. Il premier li ha presentati ieri sera in una conferenza stampa dai toni duri, dopo un vertice di chiusura che a palazzo Grazioli ha impegnato per otto ore i capigruppo e i coordinatori PDl 'coadiuvati' da Tremonti, Letta, Mattioli, e anche il sindaco di Roma, Alemanno. E i finiani hanno subito replicato che il documento a grandi linee va bene, che non hanno problemi a votarlo in parlamento, anzi, come dice il 'falco' Fabio Granata: "non mi sembra siano venute fuori grandi novità". Sul voto anticipato i toni di Berlusconi sono ultimativi. Ma come fatto trapelare già nelle scorse ore, Berlusconi non mette nero su bianco un documento inaccettabile agli occhi dei finiani, né spinge per una rottura immediata. Certo il Cavaliere, fedele al suo credo politico, denuncia lo spettro di un ribaltone antidemocratico e agita l'ipotesi di urne a dicembre. Ma nello stesso tempo, buttando giù cinque punti non proprio indigeribili, di fatto mette sul tavolo un 'penultimatum' che dovrà essere articolato con precisione prima dell'approvazione in Parlamento. E già, perché lo stato maggiore del Pdl sembra quasi prendere tempo e rimandare alla verifica parlamentare eventuali atti di rottura, esponendosi per ora al rischio di un sì di principio alla fiducia seguito da una crescente guerriglia parlamentare da parte dei finiani, che di fatto allontanerebbe la possibilità di tornare a breve alle urne, come sollecitato negli ultimi due giorni da Umberto Bossi. Proprio la Lega sembra aver agitato lo stato maggiore pidiellino fin dal mattino. Prima in frenetici contatti telefonici, poi durante il vertice è emerso chiaro il timore di un Carroccio capace di erodere una fetta consistente del consenso del Popolo della libertà in caso di elezioni anticipate. Quanto ai finiani, la linea semi ufficiale è sintetizzata dalle parole di uno di loro, che non lasciano spazio ad equivoci: "Abbiamo vinto".

red

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